Basta con questi politici pasticcioni e litigiosi. Vogliamo un rinnovato “Papa Re”!

Per decenni l’Italia ha avuto governi che sono durati poco in carica e, quando non sono stati fatti accordi interni, gli italiani sono stati costretti ad andare nuovamente a votare, per ritrovarsi sempre nella stessa situazione: il governo votato è caduto poco dopo lasciando spazio a coalizioni non scelte dall’elettorato. Questa volta c’è un governo che appare stabile e decisionale ma intorno al quale (principalmente intorno alla figura del primo ministro Giorgia Meloni) si è scatenata una gazzarra infinita, spesso poco decorosa. Insomma la politica in Italia sta affondando in un mare magnum d’insulti. Cosa fare per porre fine a tutte queste squallide vicende?

Ci vorrebbe una “dittatura” forte, autorevole ma contemporaneamente ricca di umanità, che poggi su solide basi religiose (il laicismo causa diatribe a non finire generando confusione), che goda di ottima considerazione internazionale, che sia da subito fortemente radicata sul territorio nazionale, che abbia rispetto del proprio capo e che, oggi, come precipuo interesse abbia la pace nel mondo. Ci vorrebbe un miracolo! Oppure ci vorrebbe il “Papa Re”.

Ebbene sì, siamo favorevoli al ritorno del Papa Re, un Papa Re moderno a capo di una religione che ha assimilato e superato nei secoli le guerre scatenate e combattute nel nome del Dio e che oggi pare più rivolto al benessere (materiale e spirituale) delle persone, alla collaborazione tra i popoli e alla pacifica coesistenza delle religioni. Certamente che non sia un Imam fondamentalista, fomentatore di sottomissioni (se non sei con me sei contro di me, o infedele, quindi o ti sottometti o ti elimino ‘fisicamente’). Oggi basta con le prepotenze, ne abbiamo subite troppe in tutte le salse.

Quindi desideriamo essere guidati dal “Papa Re”. Un cattolico che creda e abbia rispetto delle parole del Cristo “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”, una frase che politicamente e umanamente può essere assai gradita da un popolo da governare che abbia bisogno di stabilità materiale e benessere spirituale. Un “Papa Re” che crede nella collaborazione tra i popoli della Terra e la auspica. Il capo di una religione che ha dimostrato di voler dialogare con le altre religioni, cercando di eliminare attriti e incomprensioni.

Un Papa che dispone di una organizzazione diffusa in modo capillare su tutto il territorio nazionale, strutturata in diocesi e parrocchie con chiese ovunque, amministrate da una schiera di cardinali, vescovi, arcivescovi e sacerdoti. Manca di un esercito perché tale non può essere considerata la schiera di guardie papaline armate di una simbolica alabarda o poco meglio. D’altronde non crede nella guerra e cerca e ama la pace. Occorre un “Papa Re” che non incontra contrasti nel suo cammino perché i suoi collaboratori credono in Lui in virtù di un “atto di fede”. Sarà sufficiente un passaggio di consegne dagli ambiti amministrativi dello Stato alla organizzazione del Papa Re e tutti i politici arrampicatori, litigiosi, casinisti e incompetenti saranno finalmente fuori dalle… scatole! E chi contesta? Condannato a fare il chierichetto per tot settimane. Viva il Papa Re! Lunga vita al Papa Re! Vita vita vita!

Fernando Pallocchini

20 dicembre 2025

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