Riceviamo e pubblichiamo dal Ministero dell’Istruzione e del Merito: “In relazione a nuove dichiarazioni di esponenti dell’opposizione, si ritiene necessario precisare ulteriormente quanto segue. Spiace constatare che, volendo fare polemica a tutti i costi anche su temi seri quali quelli dell’istruzione, si finisca col contestare dati di fatto inoppugnabili. Come noto, la legge di bilancio ha una valenza triennale: essa stabilisce in via definitiva gli stanziamenti per il primo anno del triennio (in questo caso il 2026) e in termini solo previsionali per i successivi due anni. Questa legge di bilancio aggiunge, dunque, circa 960 milioni di euro al settore dell’istruzione, e questo è un fatto.
Quanto agli anni successivi, pur considerando il valore solo previsionale, basti dire che essi, per quanto previsti in diminuzione rispetto al primo anno del triennio, recano dei livelli comunque superiori a quelli indicati nella precedente legge di bilancio.
Ma, più di tutto, la natura previsionale dello stanziamento previsto per gli anni successivi non tiene conto, per fare un esempio, di investimenti certi che saranno svolti in tali anni, pur non essendo, dal punto di vista contabile, ancora “formalmente” nel bilancio del MIM: si pensi, a esempio, alle rilevanti risorse del contratto del comparto scuola 22-24 (siglato, ma ancora in via di certificazione) e a quelle già riservate per il prossimo contratto 25-27”.
21 dicembre 2025


