Il consiglio del giorno è: “Ordine”, una riflessione dell’avvocato Giuseppe Sabbatini

Ordine – È da qualche tempo che questa parola mi frulla in testa e devo capire il perché. Oggi appena alzato ho rifatto il letto; mi piace vederlo a posto, con lenzuola e coperte tirate e lisciate, cuscini spiegati e pigiama lì sotto (vecchia abitudine iniziata con il “cubo” militare di buona memoria); rasato la barba e cercato il vestiario giusto per affrontare il giorno. Sistemo pure casa e quando serve preparo i pasti e sempre le carte e gli attrezzi prima di iniziare i lavori.

Potrei dunque pensare che il “sono o metto tutto in ordine” sia l’unico o almeno preminente significato del termine tanto che il suo contrario: “disordine” senza alcun dubbio ha un unico senso salvo poi venir utilizzato magari per diverse situazioni tipo “conti in disordine” o “situazione in disordine”. Senonché tutti ben sanno che non è così.

Il primo diverso significato che viene subito in mente è quello di ordine in sede militare. “Attenti!”, “Avanti march!” sono i più semplici degli esempi per ricordare che “ordine” in quel campo è un comando obbligatorio nella scala gerarchica costituita. Ma in realtà vi sono tanti altri “ordini”: ordini professionali, ordini cavallereschi, forze dell’ordine, nel merito inerenti ad aggregazioni di funzioni su base di regole da rispettare prevalentemente in tema associativo. C’è addirittura uno Stato (il Brasile) che ha messo la parola (Ordem) nel suo motto nazionale.

Verrebbe da dire: “e così via” ma, se qualcuno volesse davvero togliersi lo sfizio di conoscere l’intero elenco dei possibili usi della parola nel linguaggio comune, gli consiglierei di consultare l’Enciclopedia Treccani e così togliersi una volta per tutte la soddisfazione. Si apre un problema: attualmente il numero di persone che qui da noi stanno cercando di apprendere la lingua parlata è in aumento soprattutto a seguito del continuo afflusso di immigrati e rimango curioso di come questi ultimi possano orizzontarsi e capire quale sia effettivamente il significato del termine quando prima o poi vi entreranno in contatto.

Il che, se comunque riusciranno, sarebbe bello ed istruttivo conoscere come lo abbiano fatto. Per noi italiani fortunatamente il problema non c’è anche se mi rendo conto che a volte possono verificarsi situazioni come: “ti richiamo all’ordine di mettere in ordine” o “ti ordino di ordinare” che sinceramente fanno anche un po’ sorridere. Non certo me, che ho adottato l’ordine come sistema di vita. Ma ha un difetto: mi costringe ogni momento a lavorare duramente per rispettarlo: non ne so stare senza!

Giuseppe Sabbatini

30 dicembre 2025

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