“Il supremo dialogo”, versi, per ricordare la poetessa e scrittrice maceratese Franca Petracci

Tacitamente in cuore / avevamo deciso di tacere. / Incauti monologhi altrimenti / avremmo ripetuto all’infinito.

Amo guardare il mare, / cerco terre lontane, / voglio la gloria che mi spetta / per quanto spenderò della mia vita. / Gli uomini non sono tutti uguali: / c’è il volo di Michelangelo, / e c’è la mano dell’imbianchino. / Io mi occupo del mondo / dal palazzo più alto / sopra le carte o con eroiche imprese. / Leggo i libri nella lingua originale / e bacio la mano alle signore. / Sono un intellettuale e un gentiluomo.

Amo il silenzio e le voci del bosco, / cerco soltanto la mia casa. / vorrei avere la libertà di un angelo. / Gli uomini sono uomini / e io li rispetto tutti. / Ignoro le scale dei palazzi / ma ho una coscienza attenta / al riscatto degli ultimi. / Non parlo altra lingua che la mia / e leggere mi piace da morire. / Sono una che pensa, una che scrive. / Una con tanti pesi sulle spalle.

Nessuno può immaginare / che da due opposte sponde / senza parole / abbiamo dialogato cento anni: / tu per me e io per te / siamo stati la risposta / unica e reale / al perché del vivere. / Ancora non so chi ringraziare / per il potere che ci fu donato / di farci tanta luce / vicendevolmente.

Franca Petracci

3 gennaio 2026

Sii il primo a dire che ti piace

Commenti

commenti