Chalet-pizzeria – “I due re” in riva all’Adriatico, ovvero l’avventura della ristorazione – Le osterie, taverne, locali di ristoro, e locande, dove si poteva anche pernottare, hanno segnato i viaggi dal Medioevo, per viandanti, mercanti e pellegrini. Dai fumetti e dai libri di avventura in nord America e in Europa ricordo qualche nome di osteria e locanda, lungo gli itinerari di viaggio tra Sette e Ottocento. Ne cito due: della “Malora” (o Mal’ora) appellativo utilizzato come monito a non abusare di alcolici, del gioco di azzardo e per scaramanzia. E del “Gallo nero”, oggi l’etichetta di un prestigioso vino Chianti Classico.
Le pizzerie nacquero a Napoli intorno alla prima metà del Settecento; la prima, fornita di tavoli e sedie, è stata la pizzeria “Port’Alba”, aperta nel 1830. Nella prima metà dell’Ottocento, in alcune grandi città italiane, comparvero i primi ristoranti sul modello di quelli di Parigi, destinati ai viaggiatori e alla borghesia. Le trattorie erano una via di mezzo: gestione familiare, cucina casalinga e prezzi più bassi dei restaurant.
Le cantine, ben conosciute nella prima metà del Novecento, servivano principalmente vino e, magari, pane e companatico. Sovente le trattorie prendevano il nome della cuoca o del proprietario. Secondo l’intervistato negli anni Novanta del Novecento si sganciarono da quella consuetudine e iniziarono a prendere nomi con riferimenti diversi. Cerco spesso di conoscere il significato dei nomi e, se possibile, anche la origine. “I due Re” mi ha incuriosito e ho voluto saperne di più, ne è nata una piacevole conversazione.
Un imprenditore racconta – Andrea e Ludovico Savoretti erano due ragazzi di 22 e 19 anni cresciuti a Potenza Picena. La mamma Silvana, orlatrice di tomaie, cucinava davvero bene; i due ragazzi recepirono la sua positiva energia gastronomica. Nonostante provenissero dal lavoro in fabbrica e non avessero alcuna esperienza nel settore, decisero di aprire un ristorante, gettandosi a capofitto nell’avventura. Così aprirono il primo ristorante-pizzeria, il 6 giugno 1993, a Potenza Picena. L’attività di ristorazione fu improntata sin da subito alla cucina casareccia: tortellini, ravioli, gnocchi e tagliatelle, tutto fatto a mano. Altra peculiarità che li contraddistinse fu la cottura con il forno a legna. La mamma Silvana fu orgogliosa dei figli: “Due Re”! Il fratello Ludovico decise di aprire una sua attività in un altro settore. Negli anni di attività Andrea ha maturato una notevole esperienza e non si fa scoraggiare dai problemi propri di ogni ristoratore: burocrazia, disturbo alla quiete pubblica del chiacchiericcio di persone in uscita dal locale, fumi e quant’altro.
La svolta a opera di Michela – A quel punto Andrea si avvalse della fattiva collaborazione di Michela, una studentessa che in maniera coscienziosa e responsabile aveva deciso di stargli vicino dando una impronta al femminile a tutta l’attività. Sempre sorridente e scherzosa Michela è una buona organizzatrice di eventi e ne cura tutti i particolari estetici. Entrò in vigore la legge 120 del 29 luglio 2010, disposizioni in materia di sicurezza stradale, che rendeva più stringenti le norme sull’assunzione di alcool dei conducenti. Essa contribuì alla decisione di spostarsi sulla costa per ampliare la loro esperienza. Andrea aveva 45 anni e le figlie Ludovica 17, Anna 12. Il momento familiare era delicato: non si poteva rischiare tutto; contò molto la compattezza della famiglia: moglie, figlie e mamma.

Così il 13 giugno 2013 decisero di spostarsi a Civitanova Marche in un piccolo locale in via della Vela 46: aveva solo 40 posti! Trascorsero tre anni e capitò ad Andrea l’occasione di acquistare lo chalet balneare “Etna”, sul lungomare Sud: fu un investimento importante. Nel giugno 2016, si misero all’opera nell’attuale sede, lo stabilimento balneare nr. 12, sul lungomare Piermanni. In città il fatto fu ritenuto presuntuoso e se ne parlò. Aveva destato curiosità perché in quel lungomare tutti gli chalet cucinavano pesce, ma nessuno la pizza. Tanta energia e passione fece acquisire numerosi clienti; nel fine settimana si svolgeva la maggior parte della gran mole di lavoro.
Lo chalet è cresciuto con una spiaggia attrezzata e curata, con tre campetti da beach volley e una piccola discoteca attiva nei dopocena del fine settimana. Ludovica si è laureata in giurisprudenza all’Università di Macerata riuscendo a essere presente anche nello stabilimento balneare. Anna ha tutti i requisiti per essere una futura buona titolare. A babbo Andrea piace indirizzare le due figlie con buoni consigli manageriali. E sostiene che ciò è stato possibile grazie a tutti i collaboratori, essi, negli anni, lo hanno aiutato a crescere. Dice alle figlie: “Non fatevi scoraggiare da insuccessi e problemi, non demordete e non smettete mai d’impegnarvi”. Le invita a capire e rispettare perché da soli non si va da alcuna parte.
Nel ristorante-pizzeria civitanovese “I due Re” si acquistano alimenti da produttori locali. La cottura della pizza con il forno a legna consente di dare un gusto e un sapore che i nostri genitori e nonni conoscevano benissimo. La legna proveniente dai boschi cedui nei dintorni di Sarnano fornisce il profumo dei monti Sibillini. Oggi si possono gustare la pizza romana, tortellini fatti a mano, e le specialità casarecce della cucina marchigiana. Un paio di cartelli avvertono che non si cucina pesce. Maria, la mamma di Michela, dotata di autentico pollice verde, si occupa con evidente passione della cura del giardino tra un’apoteosi di oleandri, papiri che mi ricordano l’amato Egitto, e una colorita varietà di fiori e cespugli.

La signora Michela Malatini accoglie i clienti con un sorriso; l’ultima estate è stata protagonista di un curioso episodio investigativo a lieto fine. La sera del 19 agosto 2025 due turiste francesi, di circa 35 anni, dopo avere cenato, se la sono svignata senza saldare il conto di 44 euro. Grazie alle immagini estrapolate da una telecamera di sorveglianza, Michela si è rivolta ai Social Network, per conoscere dove alloggiassero le due non paganti. Scoperta la struttura ricettiva, con il consenso del proprietario, la mattina successiva Michela si è presentata da loro con il conto da pagare: le due lo hanno saldato senza dire nulla. Anche se non sono state rese note le generalità delle due, una certa figuraccia internazionale è stata inevitabile, perché la notizia dapprima è uscita sui periodici locali, poi su “La Repubblica”, “RaiNews” e tanti siti e testate nazionali. È stata ripresa da un giornale francese e dopo dall’autorevole quotidiano britannico “The Guardian” (fondato nel 1821). Nessuno si è fatto male, non c’è stato neanche bisogno di fare denuncia penale, né l’intervento della Polizia Giudiziaria. Si può così dire: tutto è bene quel che finisce bene.
Eno Santecchia
3 gennaio 2026


