L’obiettivo non è “aprire o evitare” una discarica ma agire nel rispetto delle normative

Negli ultimi giorni il dibattito pubblico sulla gestione dei rifiuti si è riacceso (questo articolo è stato pubblicato su “La rucola” n° 239 di ottobre 2025), complice anche l’attenzione posta dai cittadini e le discussioni seguite all’aggiornamento della seduta dell’ATA presso la Provincia di Macerata. In tanti si sono messi a commentare, spesso senza cognizione di causa, e ci sono stati i soliti attacchi politici. Per comprendere la situazione è però utile riportare i dati oggettivi e il quadro normativo entro cui gli Enti sono tenuti a muoversi.

È utile chiarire un punto fondamentale: i rifiuti attualmente vengono conferiti alla discarica di Ancona e non più a quella di Pesaro, con un significativo risparmio legato alla riduzione dei costi di trasporto e di conferimento. Questa è stata una scelta, tecnicamente fondata e autorizzata, che ha permesso un alleggerimento della spesa complessiva senza compromettere la continuità del servizio. Il passaggio ad Ancona non è frutto di improvvisazione, ma della necessità di razionalizzare costi e percorrenze nella fase di esaurimento della discarica provinciale di Cingoli (dove la terza vasca è in completamento) e in attesa della definizione del nuovo assetto impiantistico regionale.

Perché è stata aggiornata la seduta in Provincia – L’aggiornamento della seduta in Provincia non è stato determinato da motivi politici o tattici, bensì dalla necessità di recepire formalmente la richiesta dei comitati civici, che avevano sollecitato l’iscrizione all’Ordine del Giorno di un documento istruttorio, quindi di consentire ai Sindaci e agli Enti tecnici di esaminare con maggiore consapevolezza il testo proposto e, soprattutto, di rispettare il quadro di riferimento delineato dalla normativa vigente  di Regione Marche.

Atto tecnico obbligatorio – La Regione Marche, infatti, tramite la L.R. 24/2009 e la L.R. 18/2011, attribuisce all’ATA competenze specifiche sulla programmazione dei rifiuti, imponendo – nelle more dell’aggiornamento del PRGR – l’elaborazione di un Piano Straordinario d’Ambito, basato sui criteri approvati con DCR n. 45/2013. Si tratta di un atto tecnico obbligatorio, che richiede un approfondimento preciso e non può assolutamente essere gestito con approssimazione.

Le novità sui rifiuti in Regione Marche – La Regione sta lavorando all’aggiornamento del proprio quadro programmatorio, con l’obiettivo di incrementare il recupero di materia, di ridurre il rifiuto da conferire in discarica, di valutare soluzioni impiantistiche a tecnologia avanzata per il residuo e di garantire sostenibilità economica e ambientale dell’intero sistema.

Meno rifiuti in discarica – In un contesto moderno di economia circolare, grazie al riciclo effettuato correttamente, la quota destinata a discarica può ridursi fino a un 10-15% del rifiuto complessivo, con un notevole allungamento della vita utile delle volumetrie residue. La durata di una discarica, che oggi si esaurisce in breve tempo per le quantità conferite, dipende da parametri autorizzativi, flussi residui, infrastrutture disponibili e scelte impiantistiche, non certo da stime generiche.

Aree idonee e non idonee – La normativa vigente – dalle leggi regionali fino al Piano d’Ambito – impone obbligatoriamente la pianificazione di siti idonei e l’analisi del fabbisogno residuo provinciale. Gli studi dell’Università Politecnica delle Marche, già affidati dagli Enti negli anni passati, rimangono un riferimento tecnico imprescindibile per definire aree idonee e non idonee.

Pianificare correttamente – Pertanto, la vera necessità oggi non è quella di evitare di pianificare, ma farlo con dati aggiornati, con trasparenza, con il coinvolgimento di Comitati, Enti locali e autorità competenti e nel rispetto puntuale del quadro normativo. L’obiettivo non è quello di “aprire una discarica”, tantomeno quello di “evitarla”: invece l’obiettivo è di programmare seriamente, garantendo sicurezza, legalità, sostenibilità economica e ambientale.

Il rispetto delle normative – La decisione di aggiornare la seduta ATA va letta come un atto di responsabilità: una scelta che mette al centro i dati, la trasparenza e la partecipazione delle comunità coinvolte. Tutto il contorno è solamente chiacchiericcio da bar o, se preferite, vista la moda attuale, da social, dove vige la contestazione a prescindere. Gli Enti sono sottoposti a regolamenti, non si possono muovere casualmente ma devono rispondere a precise normative, rispettandole.

10 gennaio 2026

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