Avevo un bel cane, un setter bianco arancio con una stella in fronte che mi convinse a sceglierlo quando andai dall’allevatore ad acquistarlo. Si chiamava Red di Falco e di Katia della Bassana, ma mi guardai bene dall’appellarlo con tutti i suoi titoli quando lo portavo a caccia.
Indomabile come pochi, era quello l’unico modo per tenerlo un po’ buono: farlo sfrenare nel suo mondo, quello delle boscaglie più intricate tanto che, “duro d’orecchie” com’era ai richiami, l’unico sistema per individuarlo era quello di osservare la vegetazione sconvolta al suo passare. Ma era un buono come tutti i cani da caccia e gli volevo bene; così, in suo omaggio, feci incidere su marmo “unus sed leo” e lo piazzai in bella vista anche dall’esterno nel giardinetto ove trascorreva le sue ore nell’attesa che il cosiddetto padrone si decidesse a portarlo un po’ in giro.
Mi ha aiutato tanto a contrastare le ore passate al chiodo nello Studio e a cercare di mantenere l’indispensabile prestanza fisica. Red non c’è più ad attendermi se ne è andato a suo tempo per correre in più vaste praterie, Lassù, ove spero che mi attenda ancora. “Unus sed leo” sta sempre lì e in questi giorni ho voluto approfondire. Non so perché, ma avevo sempre ritenuto che l’origine del detto si trovasse in qualche sacra scrittura e lì riferita a un episodio di Santo o di Eremita scampato a un pericolo per la qualità del cattivo incontro capitato col solingo soggetto.
La ricerca ha avuto un esito diverso da quello che mi aspettavo. C’è chi scrive che la frase deriva da qualche riferimento filosofico o storico attribuito al teologo medievale Pier Damiani mentre altri che la stessa sia da far risalire al famoso scrittore greco Esopo. Ma quale che sia l’origine del detto la cosa più sorprendente è che di recente, nel 2019, lo stesso è stato adottato come motto da una società americana per contraddistinguere un “token” di utilità per criptovalute, che oggi ha un gran successo e di cui tanti parlano.
Mi sono così trovato nel dubbio perché, considerato che Red non c’è più e che quella scritta sul marmo (che tradotta in italiano significa “uno solo ma leone”) è ancora lì murata, la devo togliere o no? Se la togliessi non farei più pubblicità alla criptovaluta ma rischierei di farla riferire anche al padrone di Red, che è rimasto solo nell’adiacente casa. Ma fa piacere di leggerla ancora e dunque, anche se non vorrei peccare di falsa modestia, decido così: la lascerò.
Giuseppe Sabbatini
14 gennaio 2026


