“Quassù, sulla vetta” Oggi sono quassù in vetta, / dove comincia il cielo; / sento il fruscio…

A volte mi sento perso / ho bisogno di ritrovare me stesso. / Oggi sono quassù in vetta, / dove comincia il cielo; / sento il fruscio del vento / sugli steli dell’erbetta, / lo sen-to, poi, morbido / sulla pelle avvizzita / come tiepida carezza. / Vedo colori smaglianti / d’ali di farfalla / posarsi sui petali di fiori / e da essi diffondersi per l’aria / doni di profumi deliziosi. / Lontani echi / di suoni struggenti di armonica / fanno vibrar le corde / della mia commozione. / Godo i grandi e misteriosi silenzi / penetranti d’azzurro infinito. / Mi assale un misterioso desiderio / di andare oltre l’umano limite. / Con occhio sbalordito di bambino / ammiro il tramonto di fuoco. / Il sole se ne va, si spegne la sera. / La pace mi penetra, nel profondo / dell’anima irrompe, prepotente, / una preghiera, / Da domani saprò ritrovare / la strada gusta smarrita / tra i labirinti consumistici / della mia banale vita.

Urbano Riganelli

29 gennaio 2026

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