La sera, prima di dormire i miei occhi si incendiano. / Piovono come piccole fiammelle bagliori tesi come un lenzuolo / appena sfiorato dal vento. Una processione lenta / dritta, silente, che scende la collina fino al fiume. C’è chi viene con la macchina / chi arriva col carretto, con lo zaino, con una valigia. / I bambini arrivano correndo e stringono un secchiello pieno di colori sfumati.
Allora mi alzo e scendo anch’io con il sacco militare sulle spalle / Mi reggo appena e barcollo come un gatto avvelenato che va a morire. / Quando raggiungo la riva è notte fonda. / Numero ogni pensiero con un sasso e poi li lego uno a uno sulla fune. / Conto fino a dieci. Qualche volta fino a dodici. / Prendo un respiro e lancio il capo della fune più lontano che posso.
Poi mi siedo sulla sponda. A guardare / sacchi interi di versi che sprofondano. / Solo qualche bolla sale. / Libera / leggera verso il cielo.
Martina Luce Piermarini
2 febbraio 2026


