A Silvio Craia, da un suo amico e testimone: ecco il suo ultimo lascito “Io continuo”

Si può essere santi anche nell’arte? se sì, Silvio Craia è uno di questi! Senza alcun dubbio, se si considera cosa abbia rappresentato per lui esercitare la professione artistica. Un modo di comunicare e condividere la sua grande passione. Il disinteresse economico dimostrato in tutta la sua carriera.

Contare sugli amici ed educarli alla sua stessa purezza, a discapito del cosiddetto “mercato”. Avvicinare i pensieri più alti corrispondendo in questo mondo con coloro che lui considerava “Maestri” (Emilio Villa). Praticare la poesia sotto le diverse specie, della parola (i suoi motti e gli strepitosi aggettivi), delle forme e soprattutto dei colori; dei materiali che da se stessi testimoniano sentimento, storia e ricordo.

Tutto questo ha costituito il suo testamento, insieme con la fede nell’arte, con l’amore del fare, dell’esprimere. Le sue opere hanno riempito stanze, vie, e città. Non è questa la prova più convincente? Il “da fare” in primis confrontato con “il già fatto”.

“Io continuo” sono le parole ultime del suo lascito, unito a un sorriso che interpreta a pieno l’entusiasmo e il piacere delle sue scelte. Eppure niente di retorico nei suoi motti e in ogni sua opera. Piuttosto spontaneità, immediatezza, urgenza di esprimere e testimoniare.

6 febbraio 2026

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