La Corte di Appello di Ancona ha assolto con formula piena Luca Buldorini nel procedimento per diffamazione nato dalla querela dell’allora assessore PD Danilo Monticelli, ribaltando la condanna inflitta in primo grado.
Spiega Luca Buldorini: “È una vittoria personale, ma soprattutto è una vittoria della verità. Sono stato processato e condannato per aver denunciato, con forza e passione civile, una vicenda che da oltre 25 anni ferisce la nostra comunità: l’INRCA demolita e mai ricostruita. Un servizio essenziale negato a una popolazione sempre più anziana. Una promessa tradita. Un vuoto che pesa su centinaia di famiglie. Per questo mi sono battuto. E per questo sono stato querelato”.
Continua Luca Buldorini: “Ho pagato caro il prezzo per avere preteso chiarezza su una incompiuta che grida vendetta per i gravi ritardi nell’avvio dell’opera, e per avere pubblicamente evidenziato criticità evidenti nei passaggi burocratici che si erano risolte in danno erariale e nella grave lesione dell’interesse pubblico della comunità di Appignano, rimasta priva di una struttura di importanza strategica a sostegno delle categorie più deboli della popolazione”.
Intorno a questa vicenda si era formato, nel corso degli anni nella comunità di Appignano un via via crescente e fortissimo interesse, canalizzato in una raccolta di firme ed approdato a tutti i livelli della politica locale, anche Regionale. Si trattava, in estrema sintesi, del progetto volto alla realizzazione di un Centro per anziani, struttura di cui il Comune di Appignano risultava già provvisto prima della donazione, per lascito testamentario dei fratelli Falconi ed alle volontà manifestate di istituire la “Fondazione Falconi” di un immobile da destinare appunto a casa di riposo per i cittadini del Comune di Appignano
Dedica e ringraziamento di Luca Buldorini: “Dedico questa assoluzione a tutti i cittadini che non hanno mai smesso di sostenermi per avere tentato di tutto per chiarire i fatti, andando incontro persino a una condanna, che mi ha creato non poca preoccupazione e sofferenza. Devo ringraziare il mio avvocato, Paolo Giustozzi, che ha sostenuto la mia difesa con scrupolo e preparazione, infondendomi fiducia nella affermazione della giustizia, senza smettere mai di crederci.”
L’avvocato Paolo Giustozzi: “Esprimo soddisfazione per l’assoluzione del mio assistito, ricordando che la condanna in primo grado era giunta all’esito di un processo in cui era stato negato alla difesa, il diritto primario di difendersi. Era stata infatti preclusa l’ammissione di tutti i testi della difesa, ossia la testimonianza di coloro che erano in grado di ricostruire la vicenda oggetto della critica esternata dal Buldorini, allo scopo di dimostrare la verità della notizia ed offrire elementi di valutazione della continenza della forma espressiva utilizzata. Prove indispensabili per confutare le tesi dell’accusa, ma immotivatamente precluse in prime grado”.
Conclude Luca Buldorini: “Questa vicenda rafforza il mio impegno e a battermi nell’interesse dei cittadini, ed a non perdere fiducia in un sistema che, sebbene a caro prezzo, è stato in grado di ristabilire la verità riformando una condanna assolutamente ingiusta”.

15 febbraio 2025


