“Bambini digitali” s.o.s. il pericolo è in fase molto avanzata e i dati sono drammatici

L’indagine nazionale “Bambini Digitali”, è stata condotta su 6.666 famiglie dalla Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, GAP e Cyberbullismo (Di.Te.) in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria Condivisa (SIPEC) e diffusa attraverso Pediatria On Line, fotografa una generazione che cresce con lo sguardo già puntato sugli schermi.

Dai dati emerge che il 61,4% dei bambini tra 0 e 6 anni utilizza schermi ogni giorno e che nel 16,9% dei casi li usa per più ore nell’arco della giornata. Ma è soprattutto l’esordio così precoce a preoccupare gli esperti: il 41,5% dei bambini inizia a usare smartphone o tablet tra i 2 e i 3 anni, in piena fase di massima plasticità cerebrale, e quasi uno su cinque (19,3%) comincia già a 2 anni.

Commenta Giuseppe Lavenia, psicoterapeuta e presidente di Di.Te.: “Stiamo crescendo bambini che sanno scorrere un display prima ancora di imparare a stare dentro le proprie emozioni. La tecnologia diventa il vero problema quando prende il posto della relazione. Quando uno schermo calma, distrae, addormenta, il bambino non impara più a riconoscere la noia, la rabbia, la tristezza. Le spegne. Ma quelle emozioni, prima o poi, tornano a chiedere spazio”.

Lo studio mostra inoltre che nell’81% dei casi i bambini usano lo schermo da soli, senza una reale supervisione adulta. Quando il dispositivo viene tolto, il 57,7% manifesta irritabilità o rabbia e il 21,8% arriva a crisi di pianto o opposizione. Dopo l’uso, uno su cinque (20,8%) presenta iperattività o difficoltà di attenzione, mentre il 25,3% chiede insistentemente di tornare allo schermo. Significativo pure l’impatto sul sonno: l’11,3% dei bambini fatica ad addormentarsi dopo aver usato dispositivi digitali, il 22% ha un sonno più agitato nelle giornate di maggiore esposizione e l’11,5% dorme con un dispositivo elettronico vicino al letto.  Tutto questo avviene dentro un contesto familiare altamente connesso: nel 60,3% dei casi i genitori utilizzano lo smartphone in presenza del figlio.

Sottolinea Giuseppe Varrasi, pediatra e presidente di Pediatria On Line, che ha diffuso l’indagine tra i professionisti SIPEC: “Il quadro che emerge è estremamente preoccupante. La crescita sana di un bambino si fonda sul movimento, sull’esplorazione, sui sensi, sulle relazioni e sul linguaggio. Ogni minuto trascorso davanti a uno schermo è tempo sottratto a questi pilastri dello sviluppo. E i segnali di fatica del cervello li stiamo vedendo sempre più spesso nei nostri ambulatori”. I risultati completi dell’indagine “Bambini Digitali” sono stati presentati e discussi sabato 29 novembre 2025 a Roma, al Teatro Palladium, in occasione della IX Giornata Nazionale sulle Dipendenze Tecnologiche e il Cyberbullismo, promossa dall’Associazione Di.Te.

Dipendenze tecnologiche più comuni

Dipendenza dai videogiochi – questa dipendenza coinvolge giochi disponibili su console, computer e telefoni cellulari. Le ricompense, le funzionalità nascoste e le missioni secondarie rendono i giochi avvincenti. Anche i giochi socialmente interattivi possono contribuire alla dipendenza, spesso combinata con il gioco d’azzardo.

Gioco d’azzardo online – tale disturbo coinvolge giochi come casinò online, poker, scommesse sportive e trading di criptovalute. Riconosciuto come disturbo mentale dalla American Psychiatric Association ha alti tassi di suicidio.

Dipendenza dai social media – le piattaforme social possono portare dipendenza attraverso il coinvolgimento eccessivo tramite “mi piace”, “segui” e “commento”. Il loro utilizzo può portare a un falso senso di impegno sociale e contribuire a problemi come il timore del proprio aspetto fisico (dismorfismo corporeo).

Dipendenza dalla pornografia online – implica la visione ossessiva di materiale pornografico, spesso associata a masturbazione e a una dipendenza emotiva. Può influenzare la vita sessuale e le relazioni del mondo reale.

Dipendenza da shopping online – conosciuta anche come disturbo da shopping compulsivo, comporta l’acquisto impulsivo di beni e servizi online per ottenere piacere e sfuggire alle emozioni negative.

Dipendenza dal lavoro digitale – gli individui diventano dipendenti dal proprio lavoro, utilizzandolo come mezzo di fuga. Questo può influenzare negativamente la salute mentale e le relazioni.

Uso problematico dello smartphone – l’uso eccessivo dello smartphone ha conseguenze negative, portando a problemi fisici e psicologici come ansia e depressione.

Cyberbullismo

I bulli sono di solito compagni di classe della vittima, il bullismo è circoscritto a un determinato ambiente, di solito in quello scolastico. I cyberbulli invece sono ragazzi o adulti che possono operare da ogni parte del mondo, essendo in rete non c’è limite.

Conseguenze del cyberbullismo – le vittime tendono a isolarsi, presentano scarsa autostima, depressione, disturbi alimentari o del sonno, agitazione al ricevimento di un qualsiasi messaggio.

Come difendersi dal cyberbullismo – non rispondere ai messaggi provocatori, bloccare utenti indesiderati, fare una copia dei messaggi ricevuti da usare per una successiva denuncia, segnalare il contenuto dell’autore alla piattaforma, affinché intervenga cancellando o bloccando l’utente. Per i contenuti persecutori sulla rete, si può chiedere a Google di rimuoverli dal motore di ricerca, stessa richiesta al gestore del sito e al suo hosting provider.

a cura di Fernando Pallocchini

15 febbraio 2025

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