“Per aspera ad astra”: attraverso le prove difficili: verso le stelle! Detto antico, forse greco ma certamente romano, attribuito a Lucio Anneo Seneca, meglio conosciuto come Seneca il giovane, filosofo, drammaturgo e politico del tempo di Nerone.
Semplice a dirsi; un po’ meno quando si tratti di applicarlo a se stessi. Specie quando l’età porge da sola i suoi sgraditi frutti, pronti a sovrastare i giovanili ardori, trasformandoli in inutili rimpianti. Ma è in quel momento che si riconosce l’Uomo.
Chi si lamenta soffre ancora di più, perché ogni giorno sembra difficile da affrontare specie quando si rimanga privo di prospettive o – peggio – di conforto, circondati come siamo da continue notizie di guerre, controversie politiche, devastazioni della natura e soprattutto dei mortali, che spesso si dimenticano di essere tali.
Ma chi non si abbandona ha grandi alleati: il proprio buonsenso, la sua storia, la consapevolezza e l’orgoglio per quel che ha già fatto. Subentra allora un senso di serenità senza pari, tanto che una volta si diceva: sei in grazia di Dio. Ed è ciò che sostiene, che rigenera lo spirito, ma anche le poche residue tue forze. E la voglia rinasce, di arrivare alle stelle. Perché questo è il destino che salvarci potrà!
Giuseppe Sabbatini
16 febbraio 2026


