Gli ex libris del Fondo Leboroni sono visibili nella Biblioteca Statale di Macerata

Prima di iniziare a scrivere del libro “Gli ex libris del Fondo Leboroni” spieghiamo in premessa cosa sono gli “ex libris”. Il termine “ex libris” deriva dal latino e significa “dai libri” nella sua traduzione letteraria. Il riferimento è a una etichetta, spesso decorata, che viene applicata all’interno di un libro per indicarne il proprietario. Questo “segnalibro” (per usare un termine poco appropriato ma esplicativo della forma materiale) piò contenere un motto, uno stemma o altre rappresentazioni grafiche. Nei tempi passati era comune consuetudine utilizzare l’ex libris per attestare la proprietà di una biblioteca o di una collezione personale.

Scrive Angiola Maria Napolioni: “Maria Elisa Leboroni, maceratese e artista del bulino di fama internazionale, fu omaggiata nel 2002 della mostra “Bulino e natura, ex libris e xilografie di Maria Elisa Leboroni”. A questa esposizione seguì la donazione alla Biblioteca Statale della intera collezione, costituita da oltre 12mila ex libris realizzati da noti artisti italiani e stranieri, riconosciuta di particolare rilievo dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Dalla necessità di avere un quadro completo del fondo, Goffredo Giachini ha iniziato attività di ricerca, sistemazione e catalogazione su ogni singolo pezzo: autore, tecnica incisoria, dimensione, soggetto). Ne è nato un dettagliato catalogo, consultabile anche sul web”.

Afferma Lucio Del Gobbo: “Un’artista, la Leboroni, che nella sua espressione ha cercato la sintesi tra immagine e parola, tra poesia e memoria, trovando anche nel rettangolino xilografato non un semplice contrassegno di appartenenza ma uno strumento creativo, ideale per sviluppare il suo tema”.

Con questa iniziativa la Biblioteca Statale di Macerata ha acquisito numerosi esemplari a firma di artisti dell’Est Europa, che rende la raccolta rara se non unica. Molte opere provengono da Polonia, Ungheria, Finlandia, Estonia, Lituania, Repubblica Ceca, Russia. Sono anche presenti numerose opere di artisti giapponesi, tanto che questa raccolta di ex libris nipponici è oggi riconosciuta come la più ampia fuori dal Giappone. Da un esame dei piccoli capolavori prodotti negli ultimi trenta anni si possono leggere, in sintesi, le tendenze del linguaggio dell’ex libris di oggi, specialmente in casa nostra. C’è una transizione dall’austero rigore delle raffigurazioni in bianco e nero degli xilografi dell’Est Europa per giungere alla leggerezza e all’eleganza stilistica dei paesi latini abbinate a una grande abilità manuale.

Gli artisti marchigiani – Analizzando la preziosa raccolta (scrive Goffredo Giachini) si evidenzia la ineludibile testimonianza della eccellenza, della vivacità, della vitalità degli artisti di terra marchigiana entrati, di diritto, nel Gotha dei profeti dell’arte incisoria. Tra i tanti nomi primeggiano Bruno Marsili da Osimo, Luigi Bartolini, il maceratese Giuseppe Mainini, la stessa Maria Elisa Leboroni, Walter Piacesi, Tullio Pericoli, altro maceratese è il prof Nino Ricci, Lanfranco Lanari, il nostro amico Carlo Iacomucci, il caro prof Riccardo Piccardoni, né poteva mancare l’eclettico Silvio Craia. Il volume è corredato da numerosissime immagini che, più di tante parole, fanno capire il valore degli ex libris del Fondo Leboroni.   

Fernando Pallocchini

19 febbraio 2025

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