“Sognando Babilonia” Dolci sembianze della donna amata / mi riappari dal gran tempo

Dolci sembianze della donna amata / mi riappari dal gran tempo antico, / tu non odi il richiamo del passato? / Non vedi nel mio volto un volto amico?

La figlia prediletta della Dea / danzava nel tempio della luna / flessuosa come un giunco lungo il Tigri / La sacerdotessa e il suo Dio.

Rotondi seni, dolci melograni / sulle tue labbra c’eran latte e miele / nell’attimo felice più sublime / dolce sacerdotessa dell’amore.

O terra fra due fiumi, patria mia / cadute son le torri di Babele / è accorato il pianto del tuo Dio.

Dei del tempio ridatemi il mio mondo, / la dolce Babilonia, le sue torri / le cento porte e i suoi tori alati / i mille templi e i suoi mille idiomi.

Ridatemi la vergine Caldea / la gran sacerdotessa dell’amore / con lei salir nell’alto del suo tempio / e poi svanir nel grembo della luna.

O stelle ed astri che ascoltate il pianto / di chi amò le sette meraviglie della terra / o Dei immortali celebrate ancora la festa dei Caldei / e venerate in terra la sacerdotessa.

Gabriele Broglia

28 febbraio 2026

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