Dimenticata! Eppure nell’agosto del 1987 la sua città natale, Treia, le dedicò una serata, organizzata dal Centro Culturale Polivelente Treiese, per renderle omaggio. E ne aveva tutti i meriti perché Carmela Petrocchi, in arte Carmen Tornari, mezzosoprano drammatico, nata a Treia nel 1892, era una cantante conosciuta e assai apprezzata nei maggiori teatri lirici del mondo; in Italia non c’è teatro dove non abbia cantato, tanto era richiesta.
Il suo debutto avvenne a Milano, Teatro della Scala, come solista comprimaria, era emozionatissima, anche perché tra il pubblico c’era il Principe Umberto di Savoia che l’ascoltò ammirato e l’applaudì anche in scena aperta. Dopo questo debutto Carmen Tornari per più di trenta anni svolse un immenso lavoro ed ebbe una brillante carriera da mezzo soprano.
In Italia Cantò al San Carlo di Napoli, al Comunale di Firenze, al Teatro la Fenice di Venezia, al Verdi di Trieste, al Carlo Felice di Genova, al Politeama di Palermo, per sette stagioni al Regio di Torino, al Teatro dell’Opera di Roma, all’Arena di Verona e, ancora, a Modena, a Brescia, a Bologna, a Forlì. Tornò a esibirsi nel teatro più ambito da tutti gli artisti per ben quattro stagioni, alla Scala di Milano. Di nuovo affrontò il Teatro Regio di Parma, il più temuto da tutti i cantanti, capace di mettere in crisi gli artisti più affermati, con il suo pubblico particolarmente appassionato, competente, esigente e molto critico.
Al Regio di Parma si registrano le presenze più numerose di tutta la sua carriera e qui cantò nelle opere più famose come Rigoletto, Manon Lescaut, Coppelia, Guglielmo Tell, Faust, Le Preziose Ridicole, L’Elisir d’Amore, Il Trovatore, Carmen, Andrea Chénier, La Sonnambula, Madama Butterfly, La Traviata, La Forza del Destino, Falstaff. Aveva in repertorio 94 opere liriche! Ma i suoi cavalli di battaglia erano Madama Butterfly di Puccini, La Gioconda di Ponchielli, Il Barbiere di Siviglia con la cavatina “Il vecchio cerca moglie”. Amava la parte di Santuzza nella Cavalleria Rusticana di Mascagni e ancora Mignon di A. Thomas con la romanza “Non conosci il bel suol”, il Guglielmo Tell di Rossini e la Carmen di Bizet.
Non mancarono di ospitarla i teatri marchigiani: Ancona, Pesaro, Fano, Ascoli Piceno, Jesi, Fermo, Fabriano, Tolentino, San Severino e, naturalmente, Macerata dove al Politeama Piccinini si esibì nella parte di Clotilde in Norma. Non mancò di onorare con la sua presenza la sua città natale, Treia, dove cantò insieme con Beniamino Gigli in occasione del Concerto di beneficenza che seguiva il “Grande convegno regionale del Gioco del Pallone col Bracciale”. Carmen si esibì in “Voi lo sapete mamma” dalla Cavalleria Rusticana di Mascagni, “Dell’alcova nel tepor” da Frasquita di Lehar e, insieme con Beniamino Gigli, nel “Duetto e stornello di Lola” dalla Cavalleria Rusticana.
Le sue presenze nei teatri esteri furono coronate da consensi straordinari come al Covent Garden di Londra, al Colón di Bueno Aires, all’Opera di Stato di Vienna, al Teatro Municipal di Rio de Janeiro, al Teatro dell’Opera di Budapest e, ancora, in Germania, Cile, Argentina. Capacità professionale e brillanti prestazioni procurarono a Carmen Fornari grande ammirazione da parte dei grandi artisti insieme con i quali condivise la gloria e gli applausi. Ebbe l’onore di cantare con Beniamino Gigli, Giacomo Lauri Volpi, Mario Del Monaco, Gabriella Basanzoni, Claudia Muzio, Enzo de Muro Lomanto, Toti del Monte, Magda Olivero, Ebe Stignani e tanti altri ancora.
La sua lunga carriera fu contraddistinta dalla direzione dei più famosi Maestri, quali Arturo Toscanini, Pietro Mascagni, accanto al quale Carmen fu ritratta in posa davanti al negozio di Alfonso Balelli, quando il Maestro fu a Macerata per dirigere l’opera Iris al Teatro Lauro Rossi; altri Maestri che la diressero furono Riccardo Zandonai, Gino Marinuzzi, Antonio Guarnieri, Giuseppe Del Campo (Ricordato da Carmen per la sua severità), Franco Ghione, Giacomo Armani, Tullio Serafin, Ildebrando Pizzetti, Amilcare Zanella e altri. Nel suo curriculum di artista c’è la partecipazione per due anni alla compagnia errante del Carro di Tespi lirico. Terminò la sua esistenza terrena il 14 gennaio 1973 e riposa nel cimitero di Treia accanto al marito Amleto.
Nota del Direttore – Le informazioni per questo articolo sono state tratte da un testo di Ivano Palmucci pubblicato su Studi Maceratesi n° 52. Così conclude il Palmucci: “Il ricordo di questa eroina del bel canto italiano, a fianco dei più famosi nomi della lirica, non può essere solo una foto su una pietra di marmo o una sbiadita e lontana memoria in chi l’ha conosciuta ma per il suo spessore artistico ci si attende e si auspica un riconoscimento dalla sua Treia”.
La opportunità d’intestarle il Teatro c’è stata ed è stata mancata eppure “Teatro Carmen Tornari” di Treia sarebbe stato un segno speciale per ricordarla. Peccato…
a cura di Fernando Pallocchini

31 marzo 2026


