I due autori offrono ai lettori due contributi distinti ma complementari. Mario Giaccio approfondisce il quadro storico e terminologico, mentre Mauro Garbuglia esplora il contesto delle donne guerriere nel Medioevo.
Numerose donne vissero a stretto contatto con l’Ordine del Tempio come sorelle, consorelle, donate o converse o, semplicemente come domestiche, lavandaie, operaie ecc. Le donne presenti nelle case dell’Ordine Militare non combattevano ma si occupavano di pregare e di aver cura dei malati e dei feriti. Per essere ammesse nell’Ordine dovevano rispettare tre voti: povertà, castità e obbedienza, comunque il loro ruolo era importante nella gestione dei beni, nell’amministrazione agricola, nella medicina naturale, nella scrittura e nella diplomazia familiare.
Non mancano tuttavia esempi di donne guerriere le cui gesta dettero origine a leggende popolari, la loro presenza attiva è documentata in “Gesta Francorum” dove si legge: “E lì anche le donne combatterono in abito maschile”. Nel libro sono descritte alcune figure femminili che, pur non avendo rapporti diretti con l’Ordine del Tempio, sono rimaste nell’immaginario come combattenti.
Tra queste spicca la figura di Tamara di Georgia che fu proclamata “re dei re” e la cui vita fu un intreccio di potere politico, fede profonda, conquiste militari che la fecero diventare prima leggenda, poi mito. Così viene descritta: “Indossava un’armatura dorata e guidava le truppe a cavallo. Brandiva la spada contro gl’infedeli e difendeva il cristianesimo come una nuova santa guerriera. Era dotata di carismi profetici e alcuni la consideravano quasi una reincarnazione divina. Si racconta che non morì ma scomparve misteriosamente e che ritornerà nei momenti di crisi per salvare la Georgia, secondo una leggenda escatologica molto viva nella cultura popolare georgiana”.
“Dame templari” è un libro interessante sia per la parte che documenta la figura femminile nell’ambito storico medievale, come nei racconti riguardanti le donne guerriere che, dopo secoli, sono ancora ricordate e onorate.
Fernando Pallocchini

25 aprile 2026


