Anche dalla Toscana arriva una sinfonia creata dal ticchettio delle gocce di pioggia

La morsa della pioggia e del freddo non ci molla. I campi ormai sono pieni di mota e fango, le giornate tutte uguali tinteggiate di grigio e nero. Rigagnoli ai lati delle strade e torrentelli improvvisati sulle terrazze a scaloni, i luoghi di ritrovo all’aperto sono deserti, anche se quelli lo erano già da quando lo scrollare lo schermo è diventata una attività agonistica diffusa, la differenza non si avverte quasi per nulla.

La pioggia è come un martello pneumatico e il ticchettio delle gocce ormai è inglobato nel trantran quotidiano. Stare alla finestra a contemplare questa “orchestra” è qualcosa di curioso. Sembra davvero di assistere a un concerto: il sole in smart working sparisce e le nubi irrompono, danno inizio alle trasformazioni cromatiche; un boato come un gong sugella l’esplosione della pioggia… e noi, spettatori trepidanti, siamo in attesa della fine.

Speriamo che questa abbondanza d’acqua riesca a far germogliare un po’ più di umanità e autenticità nelle persone oltre alla cura del verde e della natura planetaria.

Francesco Sabbatini

27 aprile 2025

Sii il primo a dire che ti piace

Commenti

commenti