Accadeva a Macerata ai tempi del Covid: gl’infreddoliti e il privilegiato che salta la fila

Il pungente vento invernale costringeva i dannati infreddoliti a cercare sotto ai portici ospitali un riparo, che rendesse meno grave quell’attesa della Banca riscaldata. Arrivando a mezzogiorno io speravo in un rapido accesso, peraltro negato dall’impiegato targato “sicurezza” che, inflessibile al mandato, godeva a inquadrare un po’ la gente.

Educato, mi informai su chi fosse l’ultimo arrivato e mi rassegnai a ingrossare la fila, tutta tesa a prelevare la pecunia necessaria per mangiare. Ma la fila non scorreva, causa “tipa” ben crinita che occupava lo sportello da tempo, sempre quello. Pazientai ma ecco altri arrivi di persone prenotate pei più strani appuntamenti che toccava far passare. Alla fine quando un altro tizio ci provò raddrizzai le antenne apprendendo che lui aveva un preciso incontro per chissà quale affare con qualcun del Personale.

L’addetto “sicurezza” questa volta si degnò all’interno domandare, uscendo col riscontro ricevuto: negativo, grazie a Dio! E così i sei superstiti della fila, con le orbite dilatate, guance rosse dal freddo sghignazzarono in silenzio approvando nel vedere quel bel tomo confinato, dopo l’ultimo arrivato. Voi credete che aspettò? Mai e poi mai.

Spenta in fretta la sigaretta, impugnò il cellulare e subito il guardiano di entrare lo avvisò. Smaltita un po’ la fila, lo ammirammo in riscossione dalla Cassa ove tutti ambivamo di arrivare. Allor lo apostrofai: “Complimenti!” Bofonchiò qualcosa forse a discolpa e se ne andò soddisfatto del suo giorno da leone alle spalle dei minchioni infreddoliti. La furbizia è una virtù e alla Banca consenziente non importa dei clienti intirizziti. Così è ridotto il mondo: bello, grasso e pure tondo.

Giuseppe Sabbatini

20 maggio 2026

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