Una testimonianza diretta: ecco l’Ospedale di Macerata visto dalla parte del degente

Lo sport è bello quando è praticato tra sportivi, molto meno quando lo pratica la politica per demonizzare l’avversario di turno. Da qualche anno è in auge il tiro a segno contro la Sanità, che sia nazionale, regionale o locale. Né mancano le proteste per i Pronto Soccorso.

L’esperienza, diretta e reale – Ebbene, mio malgrado, sono dovuto entrare nel contesto sanitario e voglio raccontare la mia esperienza: diretta e reale. Una prima corsa in ambulanza al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Macerata. Subito preso in carico e controllato con vari esami immediatamente, niente pazienti parcheggiati nel corridoio, grande efficienza del medico di turno, delle infermiere/i; un paio di ore per conoscere i risultati degli esami per poi essere dimesso. L’evento non ha lasciato segni sul corpo ma mi hanno comunque domandato se avessi voluto essere ricoverato per ulteriori accertamenti. Ho rifiutato e sono tornato a casa. Un Pronto Soccorso efficiente per professionalità e assistenza. Dopo due settimane l’evento si ripete, di nuovo rapido arrivo dell’auto medica e dell’ambulanza e corsa verso l’Ospedale di Macerata. Stesse scene della volta precedente ma ora mi obbligano il ricovero. Attendo seduto in corridoio che si liberi un posto letto in corsia.

Aspettando, osservo – Il lavoro nel Pronto Soccorso continua incessante. Arrivano piccoli calciatori con problemi a legamenti, tibia, perone, tutti presto controllati, un paziente staziona in corridoio sul lettino in attesa di essere dimesso, arrivano altre persone con malanni di vario genere, tutti aspettano con calma il proprio turno e nessuno attende a lungo. Arrivano anche persone che alzano la voce, pensano che solo loro siano in condizioni urgenti, si rivolgono con prepotenza al personale, fregandosene delle persone arrivate prima di loro ed egualmente bisognose di assistenza. Ecco, è questa tipologia di persone che poi, uscite dal Pronto Soccorso, ne parlano male, scrivono sui giornali di lunghe attese e della struttura intasata e male organizzata. Ma non è così. In attesa che si liberi un posto in reparto passo la notte in Pronto Soccorso, non mi fanno dormire in corridoio, né io né altri, e mi assegnano un letto in una stanza con altri pazienti. Quindi una esperienza positiva, pur se emergenziale, sotto ogni aspetto. Il giorno dopo mi trasferiscono in reparto. Certamente essendo stati chiusi tutti i Pronto Soccorso dei paesi limitrofi i pazienti arrivano tutti qui, e sono tanti. Ma con calma il personale medico, soccorre tutti in tempo utile.      

Reparto Neurologia – L’arrivo in reparto non è stato dei migliori per via della cena: minestrina, frittata e zucchine lessate tutto immangiabile! Poi nei giorni successivi il vitto è decisamente migliorato, vario e a volte perfino gustoso. Da parte del personale sanitario nulla da eccepire. Medici attenti a seguire i protocolli, molto pragmatici e anche disponibili. Infermiere e infermieri mai scortesi, sempre pronti a intervenire con cortesia e professionalità. Le OSS di una simpatia contagiosa, piene di buona volontà anche nei compiti più ingrati. Quello che più mi ha colpito è stata la giovane età della stragrande maggioranza del personale. Reparto pulitissimo e, essendo io stato sottoposto a ogni genere d’indagine, in ogni reparto ho trovato macchinari affatto obsoleti, a volte di ultima generazione. Posso dire che tutto è stato così ben coordinato che i miei giorni di ricovero si sono succeduti senza perdite di tempo. Infine, avendomi rovesciato come un calzino, hanno liberato il mio posto letto dimettendomi ma, per scrupolo, hanno programmato altri esami che ho fatto da esterno. Unico neo il fatto che nel reparto che mi ha ospitato sono presenti un paio di soggetti psichiatrici i quali, quando sono in vena di… esternazioni notturne tengono tutti svegli. Fine della storia con un sincero ringraziamento a tutti. Naturalmente non prometto di… tornare!

Nota del Direttore – Il mio è un report da attento osservatore: la Sanità a Macerata funzione e bene (almeno dove sono stato accolto), facendo tutto quello che è nelle sue possibilità. Considerando pure che le precedenti Amministrazioni di Regione Marche si sono preoccupate di chiudere numerosi ospedali un po’ ovunque, fatto che ha contribuito ad “affollare” gli ospedali rimasti in attività. Una situazione che ha messo in difficoltà la Sanità regionale obbligata a ripensare le sue strutture ospedaliere, che non è cosa da fare in poco tempo (stanze, attrezzature, personale, macchinari) e a ripensare nuova funzionalità per le strutture dismesse. Ci vuole tempo (e denaro) ma a mio avviso l’iter iniziato è corretto e percorribile. D’altra parte la popolazione sta invecchiando per cui oltre a Ospedali efficienti servono anche strutture in grado di accogliere gli anziani con problemi fisici, che non hanno una famiglia che li assista essendo rimasti soli o, come sempre più spesso accade, che i figli sono lontani per lavoro. Nuove emergenze della società attuale.

Fernando Pallocchini

2 giugno 2026

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