Fernando Pallocchini analizza i due candidati al ballottaggio: il Parca e il Titta

Siamo ormai all’epilogo, al voto secco: Parcaroli o Tittarelli. Non ci sono altri candidati e la scelta dei maceratesi deve essere netta, chi non vota non ha senso civico (parafrasando Grunf di Alan Ford “Chi vota vale chi non vota è un vile”) e chi lascia la delega in bianco non ha il coraggio di esprimersi. È come scegliere tra il bianco e il nero. Non sono ammesse sfumature o altri colori.

La logica consiglia di guardare i fatti ma troppo spesso i commenti hanno riguardato la persona, il lato caratteriale, quello politico. Credo sia sbagliato, perché l’Amministrazione di un piccolo centro (hai voglia a dire “Macerata granne”) è soggetta politicamente alle decisioni del Governo centrale e di quello regionale, quindi ciò che conta è valutare quanto realizzato, se è stato di utilità per la città e le proposte per il futuro. Evitando il vano chiacchiericcio

Gianluca Tittarelli – Per gli anni passati vedo Tittarelli in grave difficoltà: le amministrazioni sinistrorse da Maulo in poi hanno realizzato ben poco e quel poco male (vedi l’abbandono del Progetto Longarini, la vicenda ParkSì, il triste epilogo di Via Trento). Poi ci sono le infrastrutture non realizzate (il Palazzetto, la piscina, il sottopasso). E ancora ci sono i disagi (se vogliamo chiamarli tali minimizzando) creati dall’accoglienza degli albanesi male ospitati nel campo sportivo di Madonna del Monte e quella di caranciniana memoria degli immigrati clandestini che tanto male fecero alla Città (spaccio, dormitori nei sottopassaggi, Pamela), quindi Tittarelli gioca con un pesante handicap sulle spalle.

Sandro Parcaroli – Dall’altra parte ci sono i 5 anni di Amministrazione Parcaroli: progetti approvati, finanziati, realizzati. Opere che nessuno era mai riuscito a mettere in pratica e Parcaroli, più imprenditore che politico, abile a fare, meno a parlare, è riuscito nell’impresa. Non parte con un handicap ma con un vantaggio di 1.600 voti.

Qui apro una parentesi: non si parli più a sproposito di PNNR che di stupidaggini se ne sono lette e sentite fin troppe (ossia parlate di ciò che conoscete e non di quello che sapete per sentito dire o che avete letto sui social notoriamente pieni di false notizie) né di piscine realizzate senza le docce (prima verificate poi parlate, mai fare affermazioni per sentito dire).

Proposte future – Parcaroli chiede continuità per dare seguito all’ammodernamento di Macerata, parte dalle opere già fatte e intende continuare su quella strada con altri progetti e chi dice che non avrà più i fondi PNNR ha capito ben poco della politica, Parcaroli ha dietro le spalle la Regione Marche e, soprattutto, il Ministero delle Infrastrutture che fa capo al Ministro Salvini, per cui non ci dovrebbero essere grossi problemi per ottenere finanziamenti, chiaramente a fronte di progetti ben strutturati, utili per Macerata. Ha messo in campo anche la digitalizzazione che renderà più semplice il rapporto dei cittadini con il Comune sotto molteplici aspetti, un nuovo Palasport e molto altro. Non per nulla è definito “uomo del fare”.

Tittarelli rifugge dalle grandi opere (parole sue che un nuovo Palazzetto non è prioritario) e punta di più sul sociale, sulla inclusività, sui soggetti fragili da aiutare, di creare centri per i giovani da istituire in ogni quartiere (qui la definizione data da un giornale online di “centri sociali” non ha giocato a suo favore), e di, purtroppo, assai astratte idee per rinvigorire il centro storico, i cui problemi sono molteplici e complessi: abitazioni non adatte a famiglie perché ristrutturate per accogliere gli studenti universitari, annoso problema dei parcheggi che non consente accesso al centro posto sul cocuzzolo, forte presenza intorno Macerata dei centri commerciali che hanno contribuito a devitalizzare il commercio cittadino, la mancanza di una zona industriale degna di questo nome che porti lavoro e potrei continuare. Problemi da risolvere difficili per entrambi i contendenti e che non si risolvono con le chiacchiere ma con idee concrete.

Apro un’altra parentesi sulla zona industriale voluta dall’Amministrazione di centro sinistra e mai decollata, perché allora si puntò solo a vendere i lotti (acquisto “imposto” agli amici), a creare le infrastrutture locali (strade, illuminazione, impianto fognario, la cui manutenzione oggi pesa sulla collettività) senza però munirle di adeguate strade di collegamento. Al tempo, lavoravo per il Resto del Carlino, intervistai l’Assessore competente che mi diede una risposta fumosa circa una strada da allacciare alla viabilità ordinaria verso Macerata. Oggi lì c’è la CGIL e poco altro: un fallimento.

La campagna elettorale – Deficitaria quella del team di Parcaroli, scarna in comunicazione almeno in prima battuta, infantile nel pubblicare registrazioni che potevano essere facilmente attaccabili (come è stato) e un clamoroso errore nell’evitare il confronto diretto con Tittarelli. Parcaroli non è certo un oratore ma quante frecce ha al suo arco!

Terribile la campagna orchestrata intorno a Tittarelli che è stato fatto trovare impreparato su diversi argomenti (gli ultimi: via Natali, anfiteatro) il che gli ha fatto rimediare delle figure barbine (lui incolpevole ma colpevoli quelli che non lo hanno informato correttamente).

Una situazione che mi ricorda la campagna elettorale che condussi per Anna Menghi e che vide per la prima volta il centro destra scardinare il centro sinistra da Macerata. A ogni incontro Anna (che non era digiuna delle problematiche cittadine) era preparatissima, ogni volta aveva pronto un dossier riferito al quartiere dove avveniva l’incontro, non così il suo avversario, il pur bravo Quagliani che, ricordo, a Sforzacosta alla richiesta di cosa fare per ovviare al problema annoso posto dal Fosso Narducci si guardò intorno smarrito dicendo: “Non saprei… cos’è il Fosso Narducci?” Ecco, a Tittarelli è toccata una sorte simile e con tanta volontà si sta arrabattando a cercare alleanze, a incontrare persone, e a cercare di mettere una pezza all’asfalto di via Natali, anche se la pezza è peggiore della buca precedente.

“La rucola” augura buon voto ai Maceratesi e buona fortuna ai due candidati. Vinca chi raccoglie più voti! Ça va sans dire…

Fernando Pallocchini

4 giugno 2026

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