L’Associazione “Scuole per il terzo millennio”, di Roma, ha reso noto un interessante progetto dal titolo “Storia ufficiale e revisioni contemporanee: il caso del Piceno”. È un progetto di analisi storica che ha catturato la nostra attenzione in quanto si basa sul libro “Il Piceno – storia e cultura”, scritto dal nostro collaboratore, l’architetto Medardo Arduino. Di seguito lo pubblichiamo integralmente.
Obiettivo del progetto
Obiettivo generale – Sviluppare negli studenti la capacità di analizzare criticamente le narrazioni storiche, confrontando la storiografia ‘classica’ con una revisione contemporanea, valutandone fonti, metodi, coerenza interna, uso delle evidenze materiali e contesto ideologico.
Obiettivi specifici
A) Competenze storiografiche (1 – comprendere la differenza tra: fatti storici, interpretazioni storiografiche, narrazioni ideologiche; 2 – Riconoscere che la storia non è un blocco monolitico ma un processo interpretativo; 3 – analizzare come e perché nasce una ‘storia ufficiale’).
B) Analisi delle fonti (distinguere tra: 1 – fonti scritte; 2 – fonti archeologiche; 3 – fonti toponomastiche; 4 – fonti mitologiche; valutare: 1 – attendibilità; 2 – lacune; 3 – uso strumentale delle fonti; Comprendere il concetto di ‘assenza di prova’ vs ‘prova dell’assenza?).
C) Pensiero critico e metodo scientifico (1 – verificare la coerenza logica di una tesi storica; 2 – individuare: salti argomentativi; analogie forzate; inferenze non dimostrate; 3 – confrontare modelli interpretativi diversi sullo stesso fenomeno).
D) Pensiero critico e metodo scientifico (1 – verificare la coerenza logica di una tesi storica; 2 – individuare: salti argomentativi; analogie forzate; inferenze non dimostrate: 3 – confrontare modelli interpretativi diversi sullo stesso fenomeno).
E) Educazione civica e culturale (1 – riflettere sul rapporto tra: potere politico; costruzione della memoria storica; identità territoriale. 2 – comprendere come la storia possa essere usata per: legittimare poteri; costruire identità nazionali; marginalizzare territori o culture).
F) Potenziali prodotti dell’attività didattica (1 – dibattito strutturale in classe; relazione comparativa; mappa concettuale ‘storia ufficiale / storia alternativa’; simulazione di una commissione di storici; podcast o presentazione critica).
Tre esempi di confronto tra visione storica classica e proposta alternativa
Esempio 1 – origine e localizzazione dei Franchi
Visione storica classica (1 – i Franchi sono popolazioni germaniche nord europee; 2 – area di origine: regioni renane e germaniche; 3 – espansione verso sud per conquista militare; 4 – centro politico: Aquisgrana [Aachen]).
Proposta alternativa (Arduino/Carnevale/Illig) (1 – i Franchi hanno origine medio adriatica, nel Piceno; 2 – non invasori ma ex legionari ‘affrancati’; 3 – il termine ‘Franchi’ indica uno status giuridico [liberi da tributi], non una etnia; 4 – Aquisgrana viene identificata con l’area del Chienti [Santa Maria a Pié di Chienti]).
Nodo critico per gli studenti (1 – quanto pesa l’archeologia rispetto ai testi?; 2 – è legittimo spostare un centro politico solo per incongruenze toponomastiche?; qual è il limite tra reinterpretazione e ricostruzione arbitraria?).
Esempio 2 – Medioevo: crollo politico o catastrofe naturale?
Visione storica classica (1- fine dell’Impero Romano: crisi politica, invasioni barbariche; 2 – medioevo come fase di regressione economica e culturale; 3 – discontinuità netta tra mondo romano e feudale).
Proposta alternativa (1 – evento scatenante: tsunami del 365 d.C.; 2 – distruzione del sistema portuale mediterraneo; 3 – crisi economica come effetto fisico, non solo politico: 4 – continuità culturale romana mantenuta dai Franchi piceni).
Nodo critico (1 – come s’integrano dati geofisici nella ricerca storica? 2 – una causa naturale può spiegare fenomeni storici complessi? 3 – dove termina il dato scientifico e dove inizia la ipotesi interpretativa?).
Esempio 3 – Nascita di culture europee e delle lingue.
Versione storica classica (1 – latino come lingua colta, separata dalle lingue ‘volgari’; 2 – origine della poesia cavalleresca: Provenza e area anglo-normanna; 3 – cultura medievale frammentata e regionale).
Proposta alternativa (1 – latino come lingua naturale delle élite franche picene; 2 – roman come lingua viva medio-adriatica esportata verso le Gallie; 3 – Chanson de Roland e poesia cavalleresca come prodotto italico; 4 – Provenza e Normandia come costruzioni storiografiche tardive).
Nodo critico (1 – che ruolo ha la linguistica storica? 2 – è possibile riscrivere le origini letterarie su base geografica? 3 – quanto conta la ‘ragion di Stato’ nella tradizione culturale?).
Proposte per docenti e coordinatori scolastici
La scuola ha il compito non solo di trasmettere contenuti ma di formare menti critiche, capaci di distinguere tra fatto, interpretazione e narrazione. Il progetto “Storia ufficiale e revisioni contemporanee: il caso del Piceno” propone un laboratorio innovativo di analisi storiografiche, in cui gli studenti vengono guidati a confrontare modelli interpretativi differenti imparando a valutare fonti, argomentazioni e limiti metodologici. Non si tratta di sostituire una storia con un’altra ma di: 1 – insegnare come nasce una tesi storica; 2 – mostrare il ruolo del potere nella costruzione della memoria; 3 – restituire agli studenti il metodo critico della disciplina storica.
Proposte di percorso per Scuole, dipartimenti e reti formative come: 1 – modulo interdisciplinare; 2 – progetto PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento); 3 – laboratorio di educazione civica e cittadinanza critica.
15 giugno 2026


