La desertificazione del centro storico, causata da annosi problemi ha una soluzione

Oggi la politica non è più tale, in tempo di elezioni non si parla più di programmi concreti ma si preferisce passare alla delegittimazione dei candidati con insulti, spesso volgari e con notizie fasulle sul loro conto, le cosiddette fake news. I programmi per amministrare la città sono solo idee teoriche, espresse a caratteri generali, spesso ideali se non ideologiche.

La domanda fondamentale – La città sta perdendo attrattività? Troppe soluzioni che non stanno né in cielo né in terra: sono tutti grandi esperti ma mancano di senso pratico e non sanno (o non vogliono) analizzare la realtà per rispondere a una domanda: “Quali sono le cause di questa decadenza?” per poi trovare i rimedi giusti. No, tutti a dare la colpa agli amministratori uscenti senza vedere che le cause vengono da lontano nel tempo e sono multiple. È una serie di cause, diverse fra loro ma concatenate che si sono sommate riuscendo a mettere in crisi Macerata, soprattutto il centro storico, cartina di tornasole del malessere e facile preda dei detrattori.

Il danno più grave che si tirò dietro tutto il resto lo causò l’amministrazione di sinistra di Maulo con tre errori fondamentali:

1 – la criminalizzazione delle auto con multe a gogò, divieto di transito nel centro storico;

2 – abbandono del progetto Longarini (già realizzato per metà) il tutto senza ideare e realizzare soluzioni alternative (la galleria non è alternativa perché porta le auto dalla valle del Potenza alla valle del Chienti lasciando isolato il centro storico. Prima di vietare bisogna predisporre un’alternativa vera;

3 – favorire l’inserimento del centro commerciale Cityper che, unito ai divieti di cui sopra (fatti appositamente?), ha iniziato a mettere in difficoltà il commercio cittadino. E mi fa meraviglia che una parte politica abbia scelto come candidato a sindaco proprio il Direttore del Cityper, persona perbene sia chiaro, ma scelta a dir poco illogica perché rappresenta la concorrenza. Tra l’altro siamo passati al Cityper notando alcune serrande abbassate, come in città. A buon intenditor poche parole.

Università fagocitatrice di spazi – Altro problema per la città è rappresentato dall’Università, non in se stessa come istituzione (anche se non apprezziamo molto il suo atteggiamento sinistrorso) ma come fagocitatrice di spazi. Si è preferito farle occupare tutto l’occupabile invece di creare una “città universitaria”. Come se questo non bastasse si è autorizzato a trasformare troppe abitazioni in monolocali da destinare agli studenti, invece di realizzare uno studentato. Gli studenti movimentano i bar del centro ma gli altri negozianti, che rendono appetibile la città ai visitatori esterni sono entrati in crisi. Vuoi per i troppi centri commerciali autorizzati dalla Regione (quando era di centrosinistra), vuoi per la difficoltà di accesso per parcheggiare l’auto, vuoi per il centro scarso di residenti stabili la città si è svuotata (fatti salvi i bar) e appare addormentata.

Le polemiche inutili – Poi ci si mette anche chi prende di mira le “lucette” accusando l’amministrazione di averle “accese” per illuminare gli amici, come se non illuminassero anche quelli che ancora frequentano il centro. Che discorsi politici… “illuminati”!

Il ParkSì – Ma non portiamola alla lunga. Per raggiungere il centro città il ParkSì è scomodo e molti stalli sono per i residenti (Carancini per sgombrare il centro dalle auto comprò per il Comune il ParkSì che, però, era già del Comune!) Va detto pure che l’amministrazione uscente ha concesso i parcheggi, prima destinati (sosta libera o a pagamento) ai visitatori esterni, ancora ai residenti del centro. Meno male non li ha fatti comprare al Comune! Almeno questo.

Una possibile soluzione (tardiva) – Ecco che il problema del centro, appollaiato sul cocuzzolo, comincia a essere visibile. Per le case modificate e per gli spazi occupati dall’Università ormai si può fare ben poco ma per portare visitatori in centro, scomodo da raggiungere (sono tutte vie e piagge in ripida salita, che scoraggiano i non più giovani e ne abbiamo testimonianze a bizzeffe in continuo). La soluzione c’è ed è vecchia quanto il sottopasso di via Roma e, pur richiesta ripetutamente, mai attuata. Si chiama “Parcheggio Rampa Zara”, collegato con rampe mobili alla piazza. Era nel programma elettorale di Anna Menghi, c’era anche una cordata disposta a realizzarlo previa concessione della gestione… ma non se ne fece nulla. C’era un progetto (bello!) dell’imprenditore Intermesoli che il solito Carancini non seppe apprezzare. Il sottopasso di via Roma è fatto… facciamo anche ‘sto benedetto parcheggio?

Fernando Pallocchini

17 giugno 2026  

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