Gli disse: “Figlio di una mignotta!” …ma siamo certi che è davvero una offesa volgare?

Mi hanno riferito di due ragazzini che si sono presi a pugni perché uno ha dato del “Figlio di Mignotta” all’altro. Di certo è deprecabile ma si potrebbe obiettare che non sarebbero volati pugni se l’offensore avesse chiamato l’altro “Esposito” oppure “Colombo”. Ora qualcuno si chiederà: “Quale nesso c’è tra questi tre nomi?”

Spiego con un’altra domanda: “Qual è l’origine non volgare del termine Mignotta?” In caso di bimbo abbandonato, sino agli anni ‘60, nei casellari giudiziari scrivevano il nome del padre e della madre e, in mancanza, per identificare la madre vi era una M. col punto e lì accanto scrivevano Ignota. Quindi M. Ignota a significare madre ignota. Da qui, per assonanza, il termine mignotta, ovvero figlio di madre ignota.

La parola ha origine nei registri dei trovatelli delle istituzioni caritatevoli. Da qui alla deriva sull’uso generico per “donna di facili costumi” il passo è breve. Chiaramente il tutto si riferisce a un’epoca non troppo lontana in cui moralismo triviale e i pregiudizi erano la norma, con ben poca sensibilità sociale. E cosa c’entrano Esposito e Colombo?

Allora, Esposito è collegato con la “Ruota degli Esposti” nel “Complesso monumentale dell’Annunziata di Napoli”. Ai bambini lasciati sulla ruota dell’abbandono, con genitori non riconosciuti, veniva dato il cognome “Esposito”. A Milano, invece, ai bimbi abbandonati nell’Ospedale Maggiore (la Grande Casa) veniva dato il cognome “Colombo”, derivante dal simbolo dell’Ospedale: la colomba dello Spirito Santo.

C’è anche una ulteriore lettura del termine Mignotta. Anni fa i militari francesi giunsero a Roma accompagnati da un gran numero di donne carine, quasi tutte parenti di primo o di secondo grado di detti soldati. Le appellavano come “mignotte”, nome derivato dal francese antico. Non a caso i bimbi potevano essere individuati come figli e/o fratelli di mignotte.

Mignòtta s. f. [dal fr. ant. mignotte, femm. di mignot (v. mignon), traduzione di ‘carina’, ‘delicata’ o ‘gentile’; a ciò si aggiunge anche una parola simile: “mignonne” che, sempre in francese, significava amante, da non confondere con “mignonette” che è una salsa liquida. Data questa spiegazione speriamo che i due bambini non facciano più a cazzotti per una parola sostanzialmente non sporca.

Alberto Maria Marziali

22 giugno 2026

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