Lo smaltimento dei rifiuti è un problema sempre attuale, ricordiamo in un vecchio numero de “La rucola”, di qualche decennio fa, che celiavamo parafrasando un allora celebre motivetto… “La monnezza dove la metto, dove la metto non si sa, mi dispiace ma non c’è posto, non c’è posto né qua né là”. E siamo ancora a questo punto, anche peggio.
Purtroppo la discarica è ancora necessaria, pur se temporaneamente (infatti Regione Marche ha deciso la realizzazione di un termovalorizzatore ma ci vorrà ancora del tempo): c’è chi la vuole e c’è chi la osteggia ma la discarica nessuno l’accetta vicino casa sua, pur se qualche Comune la vorrebbe per il gettito economico che andrebbe a generare.
Alla salute dell’ambiente in cui viviamo a parole sono tutti d’accordo ma nei fatti ci sono troppi distinguo, troppe prese di posizione politiche contrastanti e tante chiacchiere inutili, tanto inutili da risultare alla fine dannose, perché troppo spesso generate da informazioni fasulle e fuorvianti.
Abbiamo fatto alcune domande a una persona che da tempo è addentro alla questione, il Vicepresidente della Provincia di Macerata, Luca Buldorini.

Termovalorizzatore o discariche? Che ne pensa? – Da anni sostengo una posizione chiara e coerente: sì al termovalorizzatore, no a nuove discariche. Non l’ho scoperta oggi e non la cambio in base alle convenienze elettorali. Le Marche sono ancora oggi l’unica regione italiana a non disporre di un termovalorizzatore, pagando ogni anno il prezzo di questa scelta con maggiori costi, maggiore dipendenza da altri territori e una continua emergenza nella gestione dei rifiuti.
Chi è ambiguo per convenienza elettorale? – Fa sorridere che gli stessi esponenti del Movimento 5 Stelle che oggi rallentano, con la loro opposizione, il percorso verso il termovalorizzatore, siano gli stessi che, durante la campagna elettorale di Macerata, guidavano le proteste contro l’ipotesi di una nuova discarica. Dire “no” a tutto è facile. Molto più difficile è assumersi la responsabilità di indicare una soluzione credibile.
Oggi la realtà qual è? – La realtà è semplice: finché il termovalorizzatore non sarà operativo, le discariche continueranno a essere necessarie. È una conseguenza tecnica, non una opinione politica. Per questo ribadisco ciò che sostengo da sempre: sotterrare i rifiuti non può rappresentare, nel 2026, una soluzione responsabile né verso l’ambiente né verso le future generazioni. La vera economia circolare si completa con un moderno impianto di fine ciclo, non con l’apertura di nuovi siti di smaltimento.
Come spiega l’ampliamento della discarica di Cingoli? – L’ampliamento della discarica di Cingoli rappresenta una soluzione temporanea. Se sapremo accelerare la realizzazione del termovalorizzatore e completare la riforma con l’ATA unica regionale, potremo finalmente chiudere il ciclo dei rifiuti senza dover realizzare nuovi siti. Questo significa un obiettivo concreto: nessuna nuova discarica a Macerata, nessuna a Montefano e nessuna in qualsiasi altro Comune della provincia maceratese.
Un messaggio ai lettori? – Esiste una differenza tra chi governa e chi protesta: c’è chi alimenta i problemi con i “no” ideologici e chi lavora per risolverli con scelte responsabili. Io continuerò a stare dalla parte delle soluzioni, perché l’ambiente si tutela con i fatti, non con gli slogan.
A cura di Fernando Pallocchini
7 luglio 2026


