L’ideologia politica fa danni anche nello sport, tra calcio nazionale e Formula Uno

La crisi del calcio nazionale – La nazionale italiana di calcio, gli “azzurri”, da un po’ di anni colleziona magre figure anche scontrandosi con squadre modeste ed è di questi giorni la polemica suscitata dalla ultima sconfitta cocente che l’ha portata a essere esclusa dal mondiale di calcio, salvo ripescamento.

Tutti a discutere lanciando accuse. Eppure il problema è semplice, basta ridurre il numero dei giocatori stranieri per ogni squadra che partecipa ai campionati nazionali. Oggi sono troppi i calciatori esteri, siamo arrivati al paradosso che le squadre italiane sono formate da 8/9 giocatori non italiani su 11. Sono squadre italiane o straniere?

Questa massiccia presenza ha comportato lo svilimento dei vivai giovanili, alle società calcistiche non conviene spendere cospicui fondi quando possono avere giocatori esteri già pronti (che siano bravi è un altro discorso) pagando solo l’acquisto. Si parla di decine di milioni di euro per ogni calciatore ma… saranno soldi veri o cifre gonfiate ad arte per documentare spese fasulle? Poi c’è un altro problema. Un giovane poco talentuoso come può arrivare a giocare in un team importante? Basta pagare una bella mazzetta e il gioco è fatto. Però resterà pur sempre un brocco. E qui sorge un altro enigma.

Perché certi calciatori davvero modesti in campo arrivano a toccare quotazioni milionarie? Così, a occhio, sembra possa esistere una sorta di complicità fra le grandi squadre e alcuni giornali sportivi, questi ultimi dedicano grandi titoli e articoli alle mezze cartucce facendole apparire come campioni dai piedi d’oro… e le quotazioni salgono, ma sempre somari restano, capaci solo di sbagliare passaggi e tiri in porta e di comportarsi da irresponsabili sul campo, menando le mani, fingendo falli inesistenti e mancando di rispetto all’arbitro. In pratica degli “scarponacci” e pure presuntuosi.

Limitando le presenze straniere le società dovrebbero curare di più e meglio i vivai giovanili e a titolo gratuito, per favorire tutti i ragazzi che amano il calcio e sono appassionati. A proposito… ci potrebbe entrare questa accoglienza indiscriminata così sbandierata negli ultimi decenni? Comunque, alla fine della storia, la colpa ricade anche sugli spettatori, che pagano e non si meritano certi spettacoli, ma non protestano disertando gli stadi. Gli scioperi giusti hanno portato giovamento ai lavoratori… visto mai…    

Automobilismo: Formula Uno – In questo campo, pardon “circuito”, la presenza della politica è più tangibile e quando gl’incompetenti del settore vogliono dettare legge e imporre i loro dogmi il fallimento è assicurato, il giocattolo si rompe e non ci si gioca più.

È il caso della Formula Uno, che per decenni è stata il simbolo del progresso tecnico in campo automobilistico, con le vetture sempre più performanti motoristicamente, nella tenuta di strada, nei sistemi frenanti: tutta tecnica che si è poi riversata sulle auto che usiamo tutti i giorni. Stava all’abilità dei piloti portare queste vetture al limite per evidenziarne le problematiche che gl’ingegneri risolvevano. L’abilità dei piloti e l’efficienza delle auto ha dato vita a competizioni memorabili, con piloti e auto che sono leggenda. Uno su tutti: Gilles Villeneuve. Una su tutte: Ferrari.

Oggi la politica è entrata pure in questo sport, con una sua imposizione: dovete usare l’elettrico! Come sta succedendo nella vita di tutti è in atto una imposizione: dovete usare l’auto elettrica, per non inquinare (che poi s’inquina più di prima: le batterie) e questo diktat sta comportando un aumento della spesa familiare per acquistare un’auto che costa molto più di una equivalente tradizionale, con messa in crisi delle fabbriche per la ovvia stagnazione del mercato automobilistico e, non ultimo, per aver favorito in questo modo l’avanzata commerciale nel settore dei cinesi, che avendo le materie prime per realizzare le batterie (le cosiddette “terre rare”) hanno invaso facilmente il mercato europeo massacrando la produzione locale con perdita conseguente di migliaia di posti di lavoro, una vera emorragia.

La buona politica guarda gl’interessi del proprio territorio, la politica che agisce in modo esagerato per ideologia, anche se questa porta danno, continua nella sua imposizione in modo ottuso e irragionevole. Come sta facendo in Europa, che come accade agli animali feriti e che hanno difficoltà a difendersi, sono attaccati dagli altri predatori fino alla morte, così è attaccata, per ora solo economicamente, dai “predatori commerciali”. Il che la indebolisce così tanto da diventare facile preda per le comunità aggressive che desiderano eliminare un competitore economico. Quindi questi imbecilli impongono (male) le loro idee anche nella F1 e il passo è buono per distruggere anche questa. Cretini!

Guano di Piazza

16 luglio 2026

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