Presento la mia vita / con il permesso degli specchi / e come sfondando / l’attesa prolungata / che mi trattiene, / per arrivar a toccare / tutto quanto è lontano / da me e che mi sorprende / talvolta ad immaginar / di guardare… / fugace
è la meraviglia nel respiro / del pozzo e del mondo, / mi schianto quanto basta / nell’acqua della fontana / fra i lampi neri / che sorgono sul ciglio della strada, / per ritrovarmi da capo assetata / e senza saliva, nel sapore freddo / del mio riflesso che fugge, / che fruga tra gli anni, a ricercare / i nodi acerbi del domani.
Elisa Eötvös
16 luglio 2026


