Oh cielo, la notte si avvicina / ed io guardo il Sole calare / facendosi sovrastare dall’oscurità / senza opporre resistenza.
Sa di non poter fare altrimenti / e si arrende al suo destino. / Le stelle, alte nel cielo, / si prendono un po’ gioco del Sole. / Credono sicuramente di essere le più belle. / Piccole e brillanti / …eleganza pura no?
Ma non sanno di essere solo la cornice / del quadro della bella Luna, / che tutti cercano alzando gli occhi al cielo, / senza degnare di uno sguardo / quei puntini luminosi / così sicuri di sé.
La Luna se ne sta lì, / guarda triste le città illuminate dai lampioni, / le luci accese nelle case / e si sente non voluta.
“Tutta quella luce… / preferiscono il sole, / vogliono che sia giorno, / cosa ci faccio qui?”
Ah se solo sapesse / che la notte / è il momento più atteso da tutti… Però lei questo non lo sa / e quindi piange, / piange, / piange / e piange ancora. / Dalle sue lacrime / nascono altre stelle. / Ma non stelle qualunque.
Stelle cadenti. / Cadono giù dal cielo / lasciandosi alle spalle / una scia blu / che ricordi la scia percorsa dalle lacrime / sulle guance della triste Luna, / così sensibile e senza autostima.
La gente le guarda / esprimendo desideri / ma queste stelle se ne fregano degli altri. / Vogliono strappare un sorriso alla Luna / e ci riescono.
Quest’ultima, / per la prima volta / in tutta la sua esistenza, / sente di aver fatto qualcosa di bello / e le osserva con orgoglio.
Passano le ore ed arriva l’alba, / che porta via le stelle vanitose / e lascia un po’ di tempo ai due fratelli. / Il Sole, sicuro di sé e ben riposato, / si affaccia / e con uno sguardo dolce / saluta la sorella sorridendo.
La Luna lo guarda con ammirazione e, / mentre si congeda, / si domanda se, un giorno, / anche lei riuscirà ad avere / un po’ dell’autostima del fratello Sole.
Oh Luna… / per ottenere una risposta / ci vorranno molte altre notti. / E molte altre stelle cadenti.
Giulia Fratoni
20 luglio 2026


