L’aiola funebre da 10mila euro: eppure in città costa meno un funerale completo

A Macerata si possono spendere oltre 10.000 euro per sistemare delle aiuole davanti allo Sferisterio. Non è una provocazione: è scritto nero su bianco in una determina del Comune. L’intervento riguarda la “sistemazione e rinnovo del verde urbano” in piazza Nazario Sauro, in vista del Macerata Opera Festival. Fin qui nulla di strano: curare il decoro urbano è doveroso. Il problema è come lo si fa.

L’affidamento è diretto. Senza gara. Senza confronto tra più operatori. Una scelta formalmente legittima sotto la soglia dei 140.000 euro, ma che apre una domanda politica inevitabile: è stato fatto davvero il massimo per ottenere il miglior prezzo? Perché oltre 10.800 euro per aiuole e verde urbano non sono pochi. Anzi. Sono una cifra che, per interventi di questo tipo, merita almeno trasparenza totale su cosa sia stato fatto nel dettaglio: materiali, ore di lavoro, piante installate, manutenzione prevista.

Nel documento si legge che è stata individuata una ditta “in possesso di idonea esperienza”. Ma sulla base di quali criteri? È stato fatto un confronto informale? Sono stati chiesti più preventivi? Oppure si è scelto direttamente un operatore senza verificare alternative? Il punto non è la legittimità amministrativa. Il punto è l’opportunità politica. Perché quando si spendono soldi pubblici – anche pochi rispetto ai grandi appalti – il principio dovrebbe essere sempre lo stesso: massimo controllo, massimo risparmio, massima trasparenza.

Qui invece abbiamo: 1 – un affidamento diretto; 2 – una cifra non banale; 3 – nessun elemento chiaro di confronto competitivo; 4 – nessuna descrizione puntuale delle lavorazioni.

E allora la domanda è semplice: i cittadini stanno pagando il giusto, oppure stanno pagando troppo? In un momento in cui si chiedono sacrifici alle famiglie, in cui ogni euro conta, vedere cifre così per interventi ordinari lascia perplessi. Non basta dire “è tutto regolare”. Serve dimostrare che è stato fatto il miglior uso possibile delle risorse pubbliche visto anche che è stata definita funerea la realizzazione di quella aiuola (ndr: oltre 10mila euro per l’aiuola funerea quando a Macerata costa molto meno un funerale completo di fiori, cassa, sala, trasporto, accessori e pratiche).

Perché il rischio è sempre lo stesso: piccoli affidamenti, poca visibilità, e una gestione della spesa che sfugge al controllo reale. E invece è proprio da qui che passa la credibilità di un’amministrazione: dalle piccole cose.

Roberto Cherubini

21 luglio 2026

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