Storia marchigiana: i primi trasporti pubblici con il reparto “Non fumatori” per le signore

Tempo fa si è tenuta ad Ancona una Conferenza sui trasporti automobilistici marchigiani per coordinare questo importante settore. Nei primi anni del secolo passato il problema fu affrontato sia dagli Enti pubblici che dall’iniziativa privata.

 Cominciò il Comune di Macerata che, nel 1909, organizzò un servizio di “omnibus” fra Macerata e Corridonia (allora si chiamava ancora Pausula). Poi il compito passò ai privati. Nel marzo 1911 fu istituito un servizio con Treja, seguito nell’ottobre da un’altra linea con Amandola. Nel 1912 la società automobilistica Perogio-Brunelli fece un primo tentativo di collegamento fra la piazza centrale e la stazione ferroviaria con un autobus di 25 posti a 30 centesimi. L’Amministrazione comunale si dimostrò, però, poco sensibile sicché nel 1913 il collegamento fu sospeso per cessazione dell’assegno integrativo municipale.

Autopalace Macerata

In compenso, già nel 1912, fu attivato un collegamento con Mogliano, allungando la tratta già in esercizio con Pausula. Nel 1913 si ebbe la linea Macerata-Montelupone-Potenza Picena-Porto Potenza Picena. Nello stesso anno ci si preoccupò di mettere in comunicazione automobilistica Macerata con Ancona. In principio ci si limitò ad arrivare a Montefano; poi si proseguì per Osimo e Ancona. Nell’immediato dopoguerra, nei primi giorni del maggio 1915, ci si collegò con Civitanova Alta. Poi nel 1916 si ebbe il servizio Macerata-Fermo e Macerata-Loreto ampliandosi nel novembre il collegamento fino a Porto Recanati.

La maggior parte di queste imprese fu assunta da Vincenzo Perogio in società con il Brunelli. A questo periodo si debbono gli “Autopalace” di Macerata, Pausula, Mogliano, tanto criticati perché costruiti in stile Liberty ma ora rivalutati in quanto sono esempi classici di quell’architettura tanto cara, a quei tempi, all’ascolano Ugo Cantalamessa che si può dire sia stato l’introduttore nella zona di questa tendenza artistica. Purtroppo, ai nostri tempi, con il cambiamento dei gusti, con l’acquisizione di maggiori comodità, e con il progredire della tecnologia, sono scomparsi gli automezzi allora in uso.

Autopalace Mogliano

Si trattava a quel tempo della traduzione in forma elegante e per quanto possibile più confortevole dei “camions” che avevano cominciato ad apparire sulla scena del trasporto delle merci. Sicché le sospensioni erano abbastanza precarie, la trasmissione era a “catena” e la velocità abbastanza ridotta. In compenso, però, le signore, poco amanti (allora) del fumo di pestilenziali sigari e di pipe, venivano tutelate poiché, a differenza di oggi, in cui gli automezzi sono tempestati di cartelli indicanti “Vietato fumare” (che alcuni non rispettano), c’era un “reparto fumatori”. O gran bontà de’ cavalieri antiqui!

Libero Paci

25 luglio 2026

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