Da un po’ di anni le elezioni, che siano esse nazionali, regionali o comunali, stanno trasformando i politici, i giornalisti e tanta gente in… povera gente! Infatti ne sentiamo e leggiamo, di tutti i colori con l’avvicinarsi dei periodi elettorali. Colgo l’occasione per ricordare questo aneddoto che mi è stato raccontato da una anziana signora fermana. Decine di anni fa in Duomo, a Fermo, c’era un sacrestano un po’ particolare, era un uomo assai pio che nei tempi morti del suo lavoro pregava con un certo fervore “per i miseri di cervello”. Il suo nome era Angelo Moretta e recitava le sue preghiere con buon cuore, a volte veniva omaggiato con piccole offerte per questo suo servizio.
Quando in casa, da bambino monello, facevo arrabbiare il mio adorato zio perché l’avevo combinata troppo grossa, egli mi diceva: “Cocco mio… vanne su’ Moretta a fatte dì un Paternostru pe’ li miseri de cervello”. Per me bambino era la massima offesa e mi bastava questo invito per rientrare nei ranghi. Ecco, in vista dei giorni a venire, la signora che ha raccontato questa storia ha consigliato alla sua cittadinanza di chiedere a Sua Eccellenza Monsignor Arcivescovo il ripristino del servizio di preghiere per i miseri/e di comprendonio, magari a spese della Curia o col contributo di volenterosi che hanno a cuore la sorte della città. Se così non sarà i prossimi tempi sin d’ora si annunciano purtroppo lunghi e duri.
Alberto Maria Marziali
25 luglio 2026


