Parafrasando Alessandro Manzoni si potrebbe dire: “Questo parcheggio non s’ha da fare!” e il riferimento è al parcheggio sotto la Rampa Zara (non sotto la rampa stradale ma nella valle a ridosso della stessa), per la realizzazione del quale sono stati proposti innumerevoli progetti, da architetti, dall’Università Politecnica delle Marche, da un imprenditore privato ma… c’è la diceria che il parcheggio di Rampa Zara… ‘porta sfiga!’ …maceratesi superstiziosi.
La storia parte da lontano. Era Sindaco l’ottimo Carlo Ballesi e partecipai a un incontro in cui si parlava di fare un nuovo parcheggio, proposi Rampa Zara, ma si preferì sviluppare un progetto sotto i giardini Diaz, che sarebbe diventato il futuro ParkSì, in teoria interessante ma con due evidenti difficoltà che lo avrebbero poi penalizzato e reso poco appetibile dagli automobilisti: 1 – il percorso pedonale un po’ lunghetto e la salita finale per giungere in centro storico; 2 – la difficoltà a trovare facilmente l’accesso alla struttura.
Due situazioni che penalizzarono il ParkSì che non funzionò mai a pieno regime, pur avendolo dato in gestione a una ditta che aveva interesse a farci i propri guadagni. Ci pensò poi la folle idea uscita dalla Lampada di Carancin(i)o: lo compro e ci porto le auto dei residenti del centro storico e avrò due effetti, lo riempio e libero il centro dalle odiate auto! Geniale, peccato che il ParkSì era già suo (del Comune di Macerata) e s’è comprato una proprietà sua. Creatività amministrativa!
Ironia a parte rimase il problema delle persone che avrebbero voluto accedere al centro storico della città: ingresso vietato o con permessi di accesso limitati, piazza piena di antiestetiche fioriere con stemma di Macerata a rilievo in pura resina. Siamo al tempo di Maulo, buon poeta ma politico discutibile, mi reco in Prefettura per un incontro con il Prefetto, persona amabile, che mi porta alla finestra e, guardando la piazza vuota, mi dice: “Le pare questa la piazza principale di un capoluogo di provincia? Dove sono le persone?” E aveva ragione.
Fu proprio allora che iniziò il decadimento del centro storico e non si riuscì più a parlare del Parcheggio Rampa Zara. Era opinione politica diffusa che fosse inutile, parcheggi ce n’erano e le persone sarebbero dovute andare di più a piedi. Bontà loro. Ci provò Anna Menghi ma per varie ragioni non ci riuscì, anche se fu a un passo dal riuscirci e lo so bene perché lo inserii nel programma elettorale di Anna Menghi, che realizzai io con altre due persone amiche e sotto la supervisione di Anna Menghi. Ma il progetto non decollò perché la neo Sindaco fu silurata dopo pochi mesi, aumentando la leggenda e la maledizione di Rampa Zara.
Dopo di lei nessuno nominò il fantomatico parcheggio, la cui necessità aleggiava per Macerata ma era sconsigliato vivamente il parlarne, per un senso di prudente attenzione a non cadere nelle grinfie della maledizione. Ebbi anche il sospetto che alcuni politici, passando da quelle parti, nascondevano le mani nelle tasche per non far vedere che facevano gli scongiuri: una mano per le corna, l’altra per una toccatina… non si sa mai.
Poi fu la volta del Sindaco Romano Carancini il quale, convinto che Rampa Zara portasse sfiga rifiutò il progetto di un noto imprenditore, che lo avrebbe realizzato con fondi propri, un progetto innovativo (per Macerata) e molto appariscente che finalmente avrebbe risolto il problema dell’isolamento del centro storico. Adesso c’è Sandro Parcaroli, sognatore sì ma pragmatico, che evidentemente non è superstizioso e ha promesso l’agognato parcheggio, non fantascientifico ma a raso con salita meccanizzata. Molto pratico, com’è nell’indole di Parcaroli abituato a rendere reale ciò che sogna. Come ha fatto con il sottopasso ferroviario desiderato da mezzo secolo e da lui realizzato; o come le piscine… ma i maceratesi brontoloni no’ je la fa a daje suddisfazió’. Tanto che avrebbe dovuto vincere al primo turno con una percentuale bulgara ma deve ancora tribolà’ (nel momento in cui sto scrivendo non so che fine farà). E… qui mi viene un sospetto… che il Progetto Rampa Zara porti davvero sfiga a chi lo vorrebbe fare? Suvvia! Siamo oltre il 2000 e ci lasciamo suggestionare da certe dicerie?
Fernando Pallocchini
27 luglio 2026


