Uomini e donne sulle strisce, comportamenti diversi: chi ringrazia e chi non lo fa…

Una domanda, forse strana ma che è nata da un discorso sentito nella sala d’aspetto di un medico. Chi conversava riferiva che uscendo da una strada privata e dovendo fare una “manovra difficile”, era costretto a forzare un po’ la situazione, sperando in un aiuto da parte di chi circolava. Il risultato era che gli autisti maschi si fermavano, mentre le donne erano della serie: “Io ho la precedenza e me la tengo”.

Ne ho parlato in una riunione conviviale e mi è stato confermato questo modo di fare, poi come se non bastasse ci hanno messo anche il carico: “Quando ti fermi sulle strisce pedonali, gli uomini mentre attraversano ti fanno un gesto di ringraziamento mente le donne restano impassibili e, qualche volta, ti guardano anche con aria scocciata, forse perché nella loro mente ti dovevi fermare cinque metri prima”.

Francamente queste asserzioni mi sembravano non veritiere ma poi, prestandoci attenzione, quando vado in giro mi sono reso conto che le donne, in gran parte, non rispondono ad accenni di ringraziamento e restano in un atteggiamento accigliato. È normale? La precedenza da diritto anche a mostrarsi ostili?

A questo punto mi piace riferire che a Montesilvano un imprenditore mise di suo pugno una scritta all’inizio delle strisce pedonali che sono proprio davanti al suo negozio: “Sorridi. Fai respirare l’anima”. Giustificò la sua iniziativa spiegando di “voler infondere giornaliera positività con l’ausilio di versi, di parole di amore e ottimismo, durante una prassi giornaliera, qual è l’attraversare la strada”.

Manco a dirlo, i consiglieri di due partiti del “NO” subito protestarono vivacemente. Ora viene spontaneo chiedersi: è forse meglio il “muso lungo” non disapprovato dal codice della strada, oppure un atto spontaneo di gentilezza nei confronti del nostro prossimo?

Alberto Maria Marziali

27 luglio 2027

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