L’imbarazzante nudità dovrà sparire in caso di necessità: chi mi metterà il catetere?

Ho visto un video che sta destando curiosità. È l’omelia, abbastanza simpatica, che riporta le espressioni del Vescovo di Avellino, Monsignor Arturo Aiello. A mio modo di vedere è una omelia molto intelligente che dirada le nebbie da un problema sentito da molti: il nudo.

La gente sembra avere ancora un rapporto molto strano con la nudità. In certi casi si nota sia più facile che le persone esagerino con l’esibizionismo da spiaggia e con gli abiti al limite della moralità, piuttosto che accettare il nudo sano, normale e trattato per quello che è. Il Vescovo Aiello ha posto ai fedeli un quesito: “Quando ne avrò bisogno, chi mi metterà il catetere? Una giovane infermiera? Oppure ci sarà qualche confratello che avrà pietà della mia vergogna?”

Il problema non è da poco perché ancora oggi abbiamo un rapporto errato con la nudità. Un inspiegabile pudore. Un problema sentito da sempre e mai risolto. La gente, però, non vuole prendere coscienza che prima o poi il nudo saremo obbligati ad accettarlo, per eventi inevitabili legati soprattutto alla malattia. Dovremo lasciare i pregiudizi e i falsi pudori a causa della necessità di affrontare le cure denudandoci, non di rado, avanti persone che non possiamo sceglierci.

Quando ci si cura si vedono molte situazioni imbarazzanti. Ricordate le Monache Cappellone, infermiere negli ospedali? Quanti malati furono costretti a spogliarsi di fronte a loro? E cosa hanno provato? E pure oggi, potete immaginare cosa prova una suora a doversi denudare, lei pure, per farsi visitare o medicare da un medico al Pronto Soccorso o in reparto ospedaliero? Si parla tanto di libertà sessuale e di Gender ma dei problemi inerenti il sesso dei normali cittadini se ne parla mai?

Si considera che da vecchi avremo chi ci laverà e chi ci metterà il pannolone? E se un qualche consacrato affrontasse questo tema in chiesa, come ha fatto Monsignor Arturo Aiello, dopo l’omelia quali sarebbero i commenti e i chiacchiericci che si farebbero al bar? Che civiltà è la nostra se ancora siamo pieni di tabù? Che civiltà è la nostra che abbiamo preconcetti sul nudo? Pensiamo mai che il nostro – Redentore è anch’esso nato nudo in una stalla ed è morto nudo su una croce? Siamo capaci di avere un comportamento naturale con la nostra nudità?

Le prime pagine della Genesi (Genesi 2,28) parlano di Adamo ed Eva nudi e senza vergogna, evidenziando la bellezza e la dignità originaria del corpo umano creato da Dio. Se una famiglia, soprattutto tra le mura domestiche, vuole vivere come i nudisti e non ne deriva alcun peccato, allora va bene. Il nudismo, in aree vocate o in casa, ci può abituare alle situazioni che dovremo affrontare da vecchi. Un articolo letto sul Catholic Answers si conclude con la seguente frase: “L’intenzione e lo scopo devono sempre essere esaminati attentamente”.

Alberto Maria Marziali

1 agosto 2026

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