I racconti, le amicizie di un personaggio tolentinate: Giorgio Leggi, una vita per la grafica

Ha dedicato la vita lavorativa alla grafica; grazie a Giorgio Leggi possiamo ricordare uno spicchio della storia culturale recente di Tolentino (MC).

Nel 1982 comincia come grafico e serigrafo in un’azienda artigianale, poi nel 1987 vinse un concorso per responsabile del Centro stampa comunale. Si è trovato bene e lì è rimasto fino alla collocazione a riposo nel 2026. Nato e vissuto a lungo nel quartiere “Buozzi”, dov’era il conosciuto Motel 77 (oggi non più esistente); sin da bambino amava disegnare su carta. Ebbe l’occasione di acquistare, insieme a due amici, un laboratorio serigrafico, riuscendo a coniugare il piacere di disegnare con il lavoro. La serigrafia è una tecnica che permette di stampare anche su superfici non cartacee e non piane (T-Shirt, gadget, ecc.). Cliente della sua ditta fu anche la prestigiosa pelletteria “Nazareno Gabrielli”.

All’inizio, nel Centro Stampa comunale vi erano macchine per stampa Offset, dove si produceva tutta la modulistica per il Comune, l’ospedale e la Comunità Montana. Nella stampa Offset occorre creare una lastra di alluminio come matrice per la stampa, che poi va montata sulla macchina tipo rotativa, veloce e idonea per grandi quantità. Le macchine digitali di oggi sono leggermente più lente, ma non hanno bisogno della lavorazione intermedia tra l’impaginazione e la stampa. Le diverse amministrazioni comunali davano in patrocinio la possibilità di usare quel Centro Stampa ad associazioni culturali no profit, che lo usavano per far conoscere le loro attività.

Il Centro ha stampato anche alcuni libri di storici e studiosi locali. Il primo di Giorgio fu: “Queste mura cadranno. Uomini, storie e memoria del ‘44” (1990) del professor Enzo Calcaterra. Con giusto orgoglio Giorgio dice: “Chi ha scritto un libro su Tolentino è passato al Centro Stampa”. Tra gli autori ricorda: Edmondo Casadidio direttore del Circolo didattico che ha scritto di storia locale. Poi il professor Enzo Calcaterra attivo storico, Franco Biancofiore, il quale ha trattato argomenti sociali e sindacali. Il professor Giorgio Semmoloni ha curato tutte le guide storico-turistiche di Tolentino. Giorgio Leggi ha collaborato con Semmoloni anche in tre volumi di foto antiche della città e in uno con immagini di Carlo Balelli e di Renato Gatta, fotografi paesaggisti. Impaginò un paio di libri con lo storico belfortese Luigi Maria Armellini: uno sul monumento ai Caduti posto nei pressi dello stadio, opera dello scultore Angelo Bortolo Zanelli (1879-1942). L’altro sulla sala dei dipinti della biblioteca Filelfica. Fu stampato anche il volumetto di Franco Muscolini sulla vita di Arnaldo Lucentini, calciatore tolentinate che giocò nella Nazionale.

La maggior parte dell’editoria di cui Giorgio ha curato la grafica e impaginazione è dedicata all’arte umoristica del Museo della Caricatura (MIUMOR) e della Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte In questo ambito ha collaborato con famosi direttori artistici e disegnatori. La Biennale dell’Umorismo iniziò nel 1961; quella del 2025 è stata la 33ª edizione. Ogni edizione ebbe il suo catalogo e, a volte, delle monografie degli artisti partecipanti. Leggi fece parte spesso della giuria della Biennale stessa, ampliando notevolmente le sue conoscenze di artisti famosi. Le Biennali lo hanno affascinato per la grande qualità e quantità delle opere che artisti famosi inviavano in città. Essi provengono da una sessantina di nazioni dei cinque continenti. Per citarne qualcuno molte caricature arrivano da artisti iraniani e cinesi. Questo ha reso l’evento tra i più famosi all’estero, e il concorso di questa materia più longevo in Italia. Ciò grazie al passaparola tra artisti, riviste e siti specializzati.

Il nostro intervistato evidenzia pure che fino a poco tempo fa il museo della Caricatura di Tolentino era l’unico al mondo. A tali eventi di portata internazionale sono stati presenti o hanno spedito opere grandi fumettisti e vignettisti satirici italiani come: Giorgio Forattini, Francesco Tullio Altan e Benito Jocovitti. Tra le persone più affabili con cui ha collaborato Giorgio vi sono: Melanton (Antonio Mele 1942-2024), Fabio Santilli ed Evio Hermas Ercoli. Giorgio ha curato la grafica delle prime edizioni del festival “Popsophia”.  Ha impaginato anche una trilogia di libri di Maurizio Galimberti, fotografo che scatta con una Polaroid. Insieme a Fabio Santilli e altri, Giorgio ha fatto parte dell’associazione “Art & Co.” di Caldarola che diede alle stampe alcuni libri di arte satirica.

L’intervistato per 44 anni è stato impegnato al lavoro creando e impaginando con l’Apple Macintosh, immerso nella carta, nei libri, nonché manifesti, locandine, brochure, dépliant e quant’altro. Anche i manifesti sono una notevole espressione artistica. Ricordo il pittore francese Henri de Toulouse-Lautrec, il museo “MAGMA” di Civitanova Alta e il museo del Cinema a Pennello di Montecosaro. Disegnatori e caricaturisti sono passati nel suo laboratorio e molti di loro gli hanno realizzato e regalato una ventina di ritratti. Alla XVI edizione, quella dell’8 settembre 1991, Giorgio ha ricevuto il “Premio Speciale Giuria” rilasciato dall’on. Giulio Andreotti, Presidente del Consiglio dei ministri. Giorgio Leggi ha avuto la grande fortuna di dedicarsi nella vita a ciò che amava! Quella su carta è una lettura profonda è molto meno faticosa di quella sugli schermi, detta skimming o lettura superficiale, che ci assilla di stimoli.  Motivo per cui, anche se il mondo sta deviando verso l’informatica, la carta stampata non dovrebbe essere abbandonata.

Eno Santecchia

6 agosto 2026

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