Una canzone che stimola ricordi di gioventù: “Il cielo in una stanza”, un capolavoro di Gino Paoli

 “Quando sei qui con me questa stanza non ha più pareti ma alberi, alberi infiniti. E se tu sei vicino a me questo soffitto, viola, non esiste più”. Belle, romantiche espressioni, un ricordo indelebile di attimi anticamente conosciuti in una gioventù ormai lontana nel tempo.

Forse qualcuno di noi li ha davvero vissuti, all’albore di quella vita che allora appariva aperta, ricolma di speranze, ingenue quanto semplici accanto all’anima che credevi gemella. La vita è fatta di momenti; saperli cogliere è una fortuna e ti rimangono dentro. Gino Paoli, il famoso cantautore, oggi venuto meno, giustamente stimato come un grande nel suo genere, ebbe il genio di musicare quei versi che ne hanno fatto la fortuna accompagnandolo per il resto della sua lunga vita.

Entravano nel cuore ed oggi risentirli richiamano alla mente attimi lontani di una esperienza vissuta, ancorché finita nel nulla, nella delusione di sentimenti non ricambiati. Nell’ascoltare quei versi, tornati a galla reiteratamente nel corso della giornata della scomparsa del loro Autore, risvegliano sensazioni provate, mai sopite di sogni irrealizzati per la pochezza di chi li aveva generati. Ma la vita, se la si affronta nel rispetto delle proprie ragioni, se non abbandoni la strada che gli esempi e gli insegnamenti ricevuti ti hanno tracciato, passa oltre e quelle sensazioni riproverai, con il rischio purtroppo di doverle rimpiangere se la sorte verrà poi presto a privartene.

Ma non temere. C’è dentro di te una forza che non ti ha mai abbandonato; che pure nelle situazioni più gravi ha fatto rifiorire la speranza di risorgere e di aiutare. E allora va avanti! Esci da quella stanza! Accorgiti finalmente che quel soffitto era viola e che con quel colore non prometteva nulla di buono. Mancava la luce per farlo comparire per quello che era. Mancava l’amore. Sai, solo con questo ha senso un cielo; per respirare l’Infinito. Questo sì, alla Gino Paoli, “Senza fine”.

Giuseppe Sabbatini

8 agosto 2026

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