Il piacere di festeggiare una ricorrenza con una prelibatezza: oggi a tavola “bomba di riso”

Ehi! Allora hai cattive intenzioni! Con l’aria che tira, parlare di bombe non è proprio il caso; meglio è parlare di pace, di amicizia di serenità… Ma no! Cosa avete capito? Non lo sapete che oggi è “San Giuseppe”? La Festa di San Giuseppe dicevo, non quella scatola vuota, di pura invenzione commerciale, che pretendono di chiamare Festa del papà.

Il tutto defraudando il povero falegname che salvò e fece crescere Nostro Signore Gesù Cristo. Oggi è la Festa del “Protettore dei padri di famiglia e Patrono della Chiesa Universale”, tale proclamato da Papa Sisto IV nel 1479. In passato i tanti soggetti di nome Giuseppe, allora in netta maggioranza a livello anagrafico nazionale, si godevano il privilegio di poter godere oltreché di una Festività religiosa anche di quella a livello civile. Pian piano tanti dei Giuseppe hanno deciso di passare a miglior vita; i rincalzi non sono arrivati e così, sopraffatti anche da nomi di origine artistica o straniera, ridotti con barba e capelli bianchi come il loro capostipite, perduta la festività civile, debbono accontentarsi che qualcuno a malapena si ricordi di loro, preferendo i più festeggiare i papà, quando certi…

Scherzi a parte, io non demordo. Da quando Mamma iniziò la tradizione di festeggiare il mio Onomastico con una saporita bomba di riso, ogni 19 di marzo pretendo che in casa la stessa sia rispettata e così anche oggi mangerò questo gustoso e saporito piatto degno della migliore cucina romagnola. Per chi non la conoscesse la bomba di riso è un magnifico sformato di riso cotto nel latte, condito con burro e parmigiano, farcito con un ricco ragù di carne e, cosparso di pangrattato, messo in forno per circa un’ora fino a doratura. Debbo a mia Nonna Teresa, a mia Mamma Cleta e a mia Moglie Franca nonché all’attuale Colf Ana Maria, che via via nel tempo si sono passate il testimone, se anche oggi riuscirò a rispettare la tradizione e a festeggiare il mio “San Giuseppe”. Ringrazio tutti per gli auguri e: provate per credere, magari il 19 marzo del prossimo anno. Non ve ne pentirete.

Giuseppe Sabbatini

13 agosto 2026

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