Corridonia omaggia l’artista Ewa Blaszak con una mostra a Villa Fermani

Corridonia, attraverso l’impegno della sua Giunta Comunale, in particolare del Sindaco e dell’Assessore alla Cultura, ha voluto omaggiare con una mostra che potremmo definire “antologica” un’artista internazionale che opera tra le Marche e la città di origine Katowice (Polonia): Ewa Blaszak.

L’Esposizione è ospitata a Villa Fermani, dimora resa funzionale da un accurato e recente restauro, sito prestigioso e particolarmente adatto a eventi di cultura e arte. L’evento si è giovato della sensibile cura critica di Serena Silenzi, esperta d’arte che segue Ewa dal suo esordio e di Giuliana Pascucci, studiosa nota in regione che con analoga assiduità ha avuto impregno nei confronti della Blaszak e di sua madre Marianna Hanai che è stata artista e “Poetessa di grande musicalità e finezza”, secondo l’autorevole giudizio del poeta Eugenio De Signoribus.

Nel fervore creativo della Blaszak, evidenziatosi precocemente da quando, seguita da suo marito, il compianto Gennarino De Julis, ebbe occasione di conoscere e farsi apprezzare da personalità di notevole fama, come Marcello Venturoli, Ruggero Orlando, Mariano Apa e altri. L’aspetto autobiografico ha avuto grande rilevanza, sia nella sua formazione d’artista, ma anche per effetto di una infanzia trascorsa in vari paesi d’Europa al seguito della famiglia e di suo padre, Addetto d’ambasciata, respirando così un’aria “mittel europea”. Ma la Blaszak ci mise di suo scegliendosi anche personalmente propri maestri tra personalità marchigiane di rilevo come Angiolino Balistreri, Umberto Peschi, Wladimiro Tulli, Arnoldo Ciarrocchi.

Per questa mostra corridoniana, che durerà una decina di giorni (forse già conclusa al momento della nostra uscita) si è voluto far coincidere l’evento con la riattivazione di Villa Fermani dimora storica che già in passato aveva ospitato situazioni cultural/artistiche di prestigio. Nelle varie sezioni della mostra una nota di colore è stata offerta dai ritratti, suscitando pareri variamente accolti dal pubblico presente. In realtà l’artista ha voluto con essi dedicare la mostra in segno di gratitudine e di amicizia nei confronti dei suoi concittadini

Di tutta questa storia l’esposizione ha inteso sottolineare e rendere conto, appunto, l’aspetto storico-identitario: Ewa con il suo lavoro osserva l’attualità di una situazione storica che tutti stiamo vivendo. La sua opera la esemplifica e incarna, anche sul piano poetico e storico, oltre che umano: l’attualità del nostro sentire. Ed è questo che ci appare ancor più interessante e condivisibile.

Lucio Del Gobbo

18 agosto 2026 

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