Gl’introvabili, limited edition: tre opere curiose edite per gli appassionati bibliofili

Dischi Volanti e Mondi Perduti è un libro sui libri. Ma non tratta di libri qualsiasi, bensì di “libri proibiti”. Il lettore deve prenderla come una corsa a perdifiato che passa attraverso gli introvabili “pezzi unici” all’epoca dei primi libri sugli Ufo, fino a uno zibaldone conclusivo fatto di testi dall’incredibile contenuto, di perle introvabili e titoli così assurdi da apparire inventati. In questa rassegna trovano spazio: il microcosmo alterato di Sherlock Holmes; i libri dimenticati di Conan Doyle; la vicenda di Mothman, dello Yeti e del Chupacabra; la storia dell’enigmatico John A. Keel; i libri culto dell’ultima generazione; le inquietanti testimonianze redatte in linguaggi impossibili e indecifrabili. Decisamente imperdibile per gli appassionati del genere. Chi si ferma è perduto!

L’opera Scaffaletti – lo scaffale di Marinetti, è una raffinata creazione contemporanea in miniatura che rende omaggio al movimento Futurista, nei contenuti, nella forma e nei colori. Un oggetto minuto, eppure colmo di storia, visione e fuoco creativo. Scaffaletti è più di una libreria in miniatura: è l’altare domestico di un’intera rivoluzione artistica, condensata in 7,5 centimetri di forma e colore. Un omaggio vibrante a Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Futurismo, e ai suoi testi esplosivi, riprodotti qui come nove libri in miniatura, piccole anastatiche che contengono, ancora oggi. la stessa energia detonante dell’originale. Prodotta dall’artista-editore Simone Pasquali per Biblohaus, fa parte del progetto annuale che propone una o due opere ispirate al Futurismo, coniugando modernità e ricerca filologica. L’opera è composta da un contenitore realizzato in alluminio con nove riproduzioni in miniatura di libri futuristi di F.T. Marinetti.

Bricciche letterarie – Per il titolo di questa plaquette ci si è ispirati al bel volume di Giuseppe Aurelio Costanzo, Bricciche letterarie, uscito per i torchi catanesi di Niccolò Giannotta nel 1904, volume che si può consultare a Roma sia nella Biblioteca Angelica, che nella Biblioteca Baldini. E briccica, secondo Niccolò Tommaseo e Bernardo Bellini, altro non è se non una “cosa minuta”, “quasi oziosa”, che però può rivelarsi “anco un’opera d’ingegno” sebbene “di poca mole”. […] Bricciche, quindi, e bricciche sono le singole ricerche che formano queste minuzie, residui, scarti dal mondo del libro, un’operina, nel suo insieme, dedicata in massima parte ad argomenti strani tratti dall’universo editoriale, laddove l’aggettivo strano, come nel Medioevo, assume il significato di esotico e non di mattoide, in grado, pertanto, di suscitare quella curiosità che altro non è se non lo stimolo più efficace per imparare.

 

18 agosto 2026

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