L’antica usanza, quasi dimenticata, dell’acqua di rose che ci rende tutti Re e Regine

Il 17 maggio si è celebra la grande festa e tradizione dell’Ascensione che in questo anno è capitata negli stessi giorni delle celebrazioni per Santa Rita (12-20 maggio), chiamata la “Santa delle Rose” perché celebre fu il miracolo che la vide protagonista e perché fu benedetta da Gesù con una spina nella fronte.

La Rosa è il simbolo più amato di Santa Rita: la rosa, fiore del miracolo, fiore della speranza. In Italia la festa è stata spostata alla domenica perché dal 1978 il giovedì dell’Ascensione, quarantesimo giorno dopo Pasqua, non è più una festa civile. Purtroppo. Scrivo questo perché mi sembra bello far sapere ai giovani le usanze quali quella dell’acqua profumata. Per realizzarla ho percorso varie strade in cerca di qualche rosa “Profumata” da… rubare fuori dai recinti. Con grande meraviglia ho dovuto constatare che queste piante sono pressoché scomparse. Le poche rose che si trovano sono prive di profumo. Un vivaista mi ha detto che quelle profumate hanno molte spine e nessuno le vuole. Per l’anno prossimo dovremo piantarle in giardino!

Ora però, torniamo a noi con l’angolo delle tradizioni. Vi propongo di recuperare una bella e antichissima tradizione legata sia al giorno dell’Ascensione sia alla festa di Santa Rita. Siete ancora in tempo per raccogliete alcuni petali di rose e, aggiungete delle erbe profumate: mettetele in un catino pieno d’acqua. Prendete poi il catino e ponetelo sul davanzale o appena fuori la porta di casa. Perché fuori? Perché, dice questa tradizione, Gesù, prima di ascendere al cielo, benedice tutte queste acque profumate che poi noi utilizzeremo.

Come? Domenica mattina, appena svegli, anziché lavarci sotto il rubinetto come al solito, prendiamo il bacile con le rose, quindi acqua profumata, e laviamoci il volto. Che significa lavarsi con acqua e rose? Questa cosa la facevano nell’antichità i re e le regine, ma ora è un gesto che ci riguarda tutti e che ci ricorda la nostra “regalità”, il valore di ciascuno di noi, infatti se Gesù Re è asceso al cielo con il suo corpo, aprendo così una strada, anche io sono cittadino del cielo, anche il mio corpo è qualcosa di prezioso. Lavarsi con acqua e rose è ricordare a te stesso che “nonostante la fatica, nonostante a volte la bruttura della vita, io sono un Re, io sono una Regina!”

Alberto Maria Marziali

3 settembre 2026

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