Al timido tocco di una pioggia, / risuona inerte l’estate. / Cammino per le strade dove le lacrime della vita / ne bagnano il corpo, / ora le spalle, ora i capelli / ora gli anni. / E il vento mi assale nudo / nel viale, ne ascolto / una sera d’autunno / in cui perdo le foglie / tra indifferenti mormorii / nel sentiero d’affanni nei giorni. / Ora la pioggia / è una cupa melodia / e serpeggia nell’etere ceste / e nel cuore. / È nel sussurro l’immagine del pensiero / mentre le ultime gocce solcano / la mia mano, / muto tepore, al giorno / per una fioca lampada, / che si adagia nell’oscurità, / a richiamo dell’inverno / in silenziosi crepuscoli, / silenziosi chiarori, / all’eco del Tuo nome.
Mauro Ruzzu
5 settembre 2026


