“Pensando, godendo, sperando” un mix di riflessioni, racconti e poesie su più temi

Nella ridente casa di campagna in Santa Croce di Recanati, Giuseppe Sabbatini ha presentato a parenti e amici la sua ultima opera letteraria; una sorta di zibaldone composto da cento pezzi di riflessioni, racconti e poesie su argomenti i più vari. Sponsor l’Accademia dei Catenati e la Sezione, entrambe di Macerata, dell’Associazione Arma Aeronautica, di cui Giuseppe è socio.

Qui si è svolto il 7 giugno un festoso incontro, allietato da un pomeriggio finalmente soleggiato e arricchito dalla salubre aria del piccolo bosco ivi esistente, circondato dalla passeggiata di lecci e ligustri che consente momenti di assoluta serenità a chi desidera discostarsi per qualche ora dalle fatiche e dai rumori del traffico invadente.

Maria Petroncelli e Maria Grazia Valori

Presentato dal Prof. Nazzareno Gaspari dell’Accademia e dopo i saluti della Principe Angiola Napolioni e del Ten. Ing. Sandro Rita, Presidente della Sezione, l’incontro ha preso il via con il ricordo di due Amici ai quali il libro è dedicato: Carlo e Luciano Magnalbò. Giuseppe, nel corso degli anni, ha intessuto con entrambi un bellissimo rapporto; fatto con Carlo soprattutto di giornate trascorse all’aria aperta, a caccia, così come con Luciano mediante fitto scambio di idee e promozione di iniziative letterarie che hanno prodotto copiosi frutti e soddisfazioni. A ricevere le prime due copie del libro sono state doverosamente le due rispettive Consorti Signore Maria Petroncelli e Maria Grazia Valori, rimaste piacevolmente sorprese e grate per questo affettuoso pensiero.

Sotto la guida di Nazzareno Gaspari si sono alternati il Dottor Carlo Conti nell’abile veste di commentatore e lettore di alcuni brani del libro e il Dottor Giulio Marchesini, alla tastiera della sua fisarmonica, con stacchi musicali di nostalgici motivi fra le letture. Conti, con la sua ben nota verve, è riuscito a far scorrere la narrazione limitandola ai più significativi brani dei vari pezzi recitati mantenendo così viva l’attenzione dei presenti piacevolmente sorpresi e plaudenti. Giuseppe Sabbatini ringraziava poi tutti per la partecipazione sottolineando la bellezza del rapporto di amicizia, anima del libro. Sorpresa finale con l’ascolto di due brani musicali inattesi: l’uno sulla vita, coinvolgente e commovente, legato a uno dei pezzi del libro e l’altro, al termine della bella serata: il “Silenzio fuori ordinanza”. Tutti in piedi e in completo silenzio. Da brividi nell’avvicinarsi dell’imbrunire, ma non di freddo.

La prefazione di Fernando Pallocchini al libro

Pubblicando e studiando di Storia ho imparato che quanto ci viene raccontato dagli storici molto spesso non è aderente agli antichi accadimenti, vuoi perché i vincitori se la cantano e se la suonano come fa a loro più comodo e pure perché gli storici assumono e impongono per vere, magari in buona fede, verità che tali non sono, almeno non del tutto; a loro discolpa va detto che dopo secoli e documenti copiati male se non contraffatti è difficile risalire alla verità.

È per questo che sono da apprezzare i racconti brevi che compongono il libro dell’Avvocato Giuseppe Sabbatini: sono veri, reali, vita effettivamente vissuta, raccontata sì ma anche analizzata e interpretata con fine senso psicologico. A volte si tratta di fatti reali, a volte sono riflessioni affatto superficiali sulla vita che conduciamo, non più semplice ma resa complessa dalle continue innovazioni tecniche, informatiche, sociali e politiche che nel breve volgere di alcuni anni hanno cambiato profondamente e in tempi troppo rapidi, il nostro modo di vivere, di rapportarci con i nostri simili, eventualità che portano all’isolarsi, in una specie di rifiuto, un voler rallentare il tempo per poter riflettere con calma e ponderare con meno fretta e più lucidità la nostra vita.

Le storie di Giuseppe a breve termine aiutano a riflettere, mentre a lungo termine resteranno come uno spaccato reale dei nostri decenni, veri e vissuti, delle ansie, delle sicurezze, delle tradizioni. Tra queste ultime spicca piacevolmente la devozione al passaggio della Madonna di Loreto (protettrice degli aviatori) testimoniata dall’accensione dei “focaracci” per illuminarne il percorso. Segno di fede che ancora resiste, grazie anche al “focaraccio” che Giuseppe con determinazione anno dopo anno continua ad accendere. Ecco, in questo zibaldone il nostro amico si racconta e intorno alle sue storie ci siamo tutti in qualche modo. Si può quindi affermare che non sono “storie”, andando oltre… sono la “Storia”.

Giuseppe Sabatini

6 settembre 2026

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