La battaglia del Monte Ortigara (giugno 1917) si svolse tra gli eserciti italiano e austro-ungarico e fu una delle più sanguinose della Prima guerra mondiale, con 20mila italiani caduti. Quello dell’Ortigara fu un attacco per riconquistare le posizioni perdute l’anno prima. Gli Alpini scalarono le ripide pareti della montagna per raggiungere le fortificazioni nemiche, pagando un pesante prezzo in vite umane. La vetta fu conquistata temporaneamente e il sacrificio di tanti giovani Alpini mai è stato dimenticato. Nel 1920 sulla cima dell’Ortigara fu eretta una Colonna mozza a perenne ricordo dei caduti e del loro coraggio, ogni anno questo luogo, assurto a simbolo del sacrificio dei giovani soldati italiani per la difesa del suolo patrio, è teatro del raduno nazionale degli Alpini che rendono onore al coraggio e al valore dei nostri militari.
Perché questo prologo?

Giorni fa mi è capitato di vedere un video dove un corteo di Alpini, preceduto da uno stendardo coperto di medaglie e con tante bandiere italiane che punteggiavano il corteo, si inerpicava su un ripido pendio, lentamente, con passo cadenzato. Giovani, tante persone anziane, uomini e donne. Cappelli con la piuma nera. Salivano sull’Ortigara, verso la Colonna mozza, messa lassù per non dimenticare il sacrificio di tanti giovani che hanno dato il bene più prezioso, la vita, per difendere l’Italia. In sottofondo la canzone dell’Ortigara. Il video mi ha preso alla sprovvista, mi sono commosso, gli occhi lucidi e tanti pensieri nella testa. Una forte emozione al pensiero dei corpi straziati e alle anime volate via, emozione alla vista delle tante penne nere che non hanno dimenticato e ogni anno salgono lassù.
Quale riflessione oggi?

Riflettendo sulla sorte di quei giovani Alpini che hanno dato la vita per la Patria viene facile fare il paragone con molti dei giovani d’oggi, prede d’ideologie lassiste che li inducono a mollare il senso di responsabilità abbandonandosi alla più facile via dell’intontimento da consumo di droghe. Non amano la proprietà e preferiscono vivere occupando case altrui. Non comprendono quando la Patria è sotto attacco anzi, vigliaccamente, tifano per il nemico e si adeguano a dottrine e modi di vivere diversi dal nostro, che li riporteranno indietro di secoli. Contestano chi difende la società, non vedono quello che è accaduto e sta accadendo anche in altre nazioni (vedi Stati africani) oggi sottoposte all’Islam dove i “non credenti” sono massacrati a migliaia ogni volta. Sono giovani ciechi e inconsapevoli: marionette in mano altrui.
Fernando Pallocchini
9 settembre 2026


