Social media: video generato da A.I. “Un uomo adulto incontrava il se stesso da bambino rassicurandolo e spronandolo a credere in sé e a lottare per diventare l’uomo realizzato che aveva davanti”. Bello! Empatico e pieno di emozioni. Chi non vorrebbe tornare dal proprio giovane alter ego per tranquillizzarlo e incoraggiarlo a continuare per la strada intrapresa, avvertirlo sui pericoli e dargli un’ulteriore speranza di continuare ad applicarsi nella vita?
La tecnologia è decollata in maniera impressionante nell’ultimo biennio. L’intelligenza artificiale (A.I.) è arrivata alla portata di tutti dai vertici più alti, usata per scopi militari e di dominio, fino a noi comuni mortali sfruttata prevalentemente per creare video e altre diavolerie a scopo ludico, passando per burocrazia e mondo del lavoro. L’automazione, l’efficienza e una tempistica ridotta sono le tre principali peculiarità su cui si basa questo colosso, una invenzione che migliorerà grandemente la nostra vita. Siamo proprio sicuri?
Potrei monopolizzare pagine intere di questo giornale storico per sviscerare l’argomento ma non voglio assolutamente tediarvi, ognuno di voi avrà sicuramente una sua opinione in merito. Alcuni fatti però parlano da soli: licenziamenti di dipendenti per automazione dei processi produttivi e notevole risparmio per le società, alcuni lavori che stanno per essere rimpiazzati, senza contare il consumo smodato di acqua e risorse per alimentare questa nuova tecnologia. Riusciranno persino a riprodurre un surrogato di empatia per “aiutare a emozionarci”?
Credo non sia una inefficienza o una falla lasciare talvolta uno spazio “vuoto e improduttivo” per poter riflettere, creare ed emozionarsi. Alcune invenzioni che hanno avuto successo hanno visto la luce partendo proprio da “tempi vuoti” di riflessione e stasi. L’adattamento e le sfide fanno parte del percorso dell’essere umano, utilizzare nuovi strumenti è necessario e complementare ma la matrice autentica e genuinamente umana dovrebbe rimanere il caposaldo di questa nuova rivoluzione: guidarla e non farci guidare. Non trovate? Un abbraccio analogico a tutti voi.
Francesco Sabbatini
13 settembre 2026


