Brevetto congiunto UniMc e UniCam per la stima dell’epoca della morte

Un nuovo strumento per aiutare la medicina legale ad affrontare una delle questioni più complesse nelle indagini sulla morte: stabilire quanto tempo è trascorso dal decesso. È stato presentato oggi al Politeama di Tolentino il brevetto per invenzione industriale “Metodo per determinare un’epoca di morte di un cadavere”, sviluppato congiuntamente dalle Università di Camerino e Macerata da un gruppo interdisciplinare che riunisce competenze medico-legali, informatiche e matematiche.

Inventori del nuovo metodo sono Roberto Scendoni, Mariano Cingolani, Piergiorgio Fedeli, Laura Baldelli, Giovanni Bianchini e Luca Tomassini. Il brevetto era stato depositato il 30 aprile 2024 e ha ottenuto la concessione dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 25 maggio 2026.

All’incontro sono intervenuti i rettori John McCourt dell’Università di Macerata e Graziano Leoni dell’Università di Camerino, il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi. Sono seguiti gli interventi di Claudia Cesari, direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza UniMC, di Lucia Ruggeri, direttrice della Scuola di Giurisprudenza UniCam, e degli inventori del brevetto.

“È motivo di grande soddisfazione perché si tratta del primo brevetto dell’Università di Macerata – ha commentato il rettore John McCourt –. Un risultato nato dalla curiosità e dal coraggio di ricercatori che hanno saputo mettere insieme competenze diverse per elaborare un sistema con importanti possibilità di applicazione. È anche una dimostrazione di quanto possa essere produttivo il confronto tra discipline e tra Atenei”.

“Risultati come questo non restano soltanto sui libri, ma dimostrano concretamente il valore della ricerca e della collaborazione – ha sottolineato il rettore di UniCam Graziano Leoni –. È una soddisfazione vedere un gruppo di studiosi delle nostre Università lavorare insieme. Cerchiamo sempre più di collaborare e assumere decisioni nell’interesse comune del territorio: il risultato che presentiamo oggi aggiunge ulteriore valore a questo percorso”.

La determinazione dell’intervallo post-mortem, ossia del tempo trascorso dalla morte, rappresenta uno dei problemi più complessi della medicina legale. Non esiste infatti un unico parametro in grado di fornire la risposta: la stima richiede l’integrazione di diversi elementi oggettivi e dati di laboratorio, tra cui la temperatura corporea e l’analisi biochimica dell’umor vitreo, il liquido trasparente presente all’interno dell’occhio. Per quest’ultimo la letteratura scientifica ha elaborato nel tempo numerose formule di calcolo, che possono restituire stime differenti.

È proprio su questo problema che interviene il metodo brevettato. Non una nuova formula per stabilire l’epoca della morte, ma uno strumento informatico per mettere a sistema quelle disponibili: l’applicazione consente di utilizzare e confrontare le diverse formule relative all’umor vitreo e di affiancarne i risultati alla valutazione della temperatura corporea. I dati vengono restituiti attraverso un sistema di lettura convenzionale ispirato a strumenti già consolidati nella pratica medico-legale, come il nomogramma di Henssge. Il sistema è inoltre concepito per essere aggiornato con le nuove formule che saranno rese disponibili dalla ricerca scientifica. L’applicazione non sostituisce il giudizio del medico legale, ma offre un supporto per integrare e interpretare in maniera più immediata i dati disponibili. Può inoltre essere utilizzata nella ricerca scientifica, facilitando il confronto tra differenti metodi di stima dell’intervallo post-mortem e la verifica della loro applicabilità nei diversi contesti.

 

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