Il Cosmari, lo scorreggione!

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La regione Marche investe 8 milioni di euro per curare gl’intestini dell’impianto che ogni giorno “sgancia” e le persone, attanagliate dal cattivo odore, pensano: “Ma che gli danno da mangiare!?”

La regione investe altri soldi pubblici nel Cosmari, la fabbrica delle puzze. Questa volta sono 8 milioni di euro finalizzati, dicono loro, a risolvere la questione dei cattivi odori emessi dall’impianto, quelle puzze che rendono la vita difficile agli abitanti dei dintorni. Ma, al solito, non è tutto oro quel che brilla… Gli 8 milioni di euro serviranno per installare un “digestore anaerobico”, “l’annulla puzze”, nome latino digestorius anaerobicus microbacterius flatulentus. Chi ci crede? Noi no, per cui ci siamo informati e siamo venuti a sapere che il digestore non abbatte totalmente gli odori ma solo del 40%. Direte voi… meglio di niente… Magari fosse. Peccato che il congegno produca energia e per essere redditizio deve funzionare a pieno regime, ma così tanto che i rifiuti trattati normalmente dal Cosmari non basteranno. Allora? Ne verranno immessi in lavorazione molti di più che genereranno ancora più puzze. In pratica vuol dire che spenderanno 8 milioni di euro per far restare invariate le puzze! Avete capito? Spendono tutti questi denari solo perché l’impianto così rinnovato servirà a produrre energia, il resto è una scusa per i superficiali e i disattenti. Morale della storia? La Regione spende 8 milioni di euro per togliere i cattivi odori ma questi resteranno invariati e il pestifero scorreggione, il Cosmari guadagnerà di più vendendo l’energia prodotta con i soldi anti puzza! Dicevano gli antichi romani Pecunia non olet… il denaro non puzza…. perché non conoscevano il Cosmari: hai voglia se puzza!

La logica è morta e con essa la salute pubblica

La sete di guadagno a tutti i livelli sta facendo perdere di vista il fine principale di ogni iniziativa: il bene dell’essere umano. Con il Cosmari siamo arrivati al paradosso, all’incoerenza più totale: un impianto che avrebbe dovuto essere “ecologico”, cioè avrebbe dovuto tutelare l’ambiente con un corretto ed efficiente smaltimento dei rifiuti (questi dovrebbero essere eliminati, quanto meno ridotti, a monte… ma è un discorso troppo lungo), non sappiamo se per carenze strutturali o per una incapacità organizzativa, sta invece creando un grave danno alla salute delle persone. Il peggio è che non si prende atto di una situazione fallimentare ma si continua a inviare denaro pubblico in quella che è una voragine senza fondo. Visto che l’impianto non funziona come dovrebbe, la logica porta a concludere che andrebbe totalmente rivisto, con un progetto moderno e già testato altrove. Ma la logica non è più di questa terra, uccisa da interessi di ogni genere e la salute pubblica è ormai solo una parola sulla bocca di politici e maneggioni.

il Direttore

 

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