Tempo di chiusure a tre colori ma “L’opera veemente” di Silvio Craia non si ferma

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Tempo di covid, tempo di chiusure a 3 colori: giallo, arancio e rosso secondo la presenza, più o meno marcata, del virus. Di conseguenza si fermano, in parte o del tutto, vita sociale, attività economiche e culturali; ma c’è chi, dalle nostre parti, resta vivo e vitale malgrado la pandemia e non si ferma di fronte ai mala tempora che continuano ancora a correre. Ma alza la voce con veemenza.

È una parola, veemenza, desueta, dalla pura origine classica che, però, ben descrive l’opera di Silvio Craia, che nel silenzio pesante di questi giorni oscuri presenta in una nuova pubblicazione in tiratura limitata la sua recente produzione multicolore “timida e veemente” secondo il giudizio di Emilio Villa, al quale non potrebbe non piacere.

Un refrain questo “Piacerebbe a Emilio Villa?” che torna a ripetersi negli interventi di vari critici, estimatori sia dell’artista che del poeta che intervengono con i loro scritti nella pubblicazione, richiamandosi allo scrittore, poeta, filosofo lombardo a corredo delle policrome tavole dell’artista nostrano.

Con questa nuova opera Silvio Craia ci ricorda, dall’alto delle sue numerose ma feconde primavere, che “l’inverno del nostro scontento” (di scespiriana memoria) sta per terminare e con l’incipiente primavera e “vaccini adiuvando” si tornerà ancora a sorridere a volto scoperto, grazie pure alla bellezza dell’arte e alla grazia della poesia.

Siriano Evangelisti

4 aprile 2021

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