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Il piano antismog di Regione Marche colpisce i più deboli

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L’Automobile Club di Macerata quantifica il coinvolgimento in quasi 100mila mezzi
inquinamento

Recentemente la Regione Marche ha deliberato il piano antismog 2019-2020 col quale dispone, dal 1 novembre 2019 al 15 aprile 2020, il blocco dei veicoli con motorizzazioni sino a Euro3 ai quali viene fatto divieto di circolazione dal lunedì al venerdì (dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18:30).

NdR: In pratica viene fortemente penalizzata la fascia meno abbiente della popolazione (pensionati, operai…) e chi con l’auto deve spostarsi dai paesini per andare a lavorare altrove, non essendo per costoro possibile usare il treno (le stazioni FS sono poche e non in tutte le direttrici di traffico, così come i servizi dei bus interurbani i cui orari spesso non coincidono con le esigenze degli orari di fabbrica o di ufficio). Sono penalizzate le persone anziane che devono usare l’auto per andare a fare la spesa o per recarsi agli ormai rari Pronto Soccorso e dislocati solo in determinate località (Macerata, Civitanova, Camerino). Le più colpite da leggi fatte senza testa sono proprio le fasce più deboli della popolazione.

 

I numeri

Al riguardo, l’Automobile Club di Macerata sottolinea che l’applicazione di tale disposizione creerebbe enormi danni al tessuto provinciale maceratese poiché coinvolgerebbe ben 98.922 mezzi.

A oggi, infatti, risultano circolanti con quelle caratteristiche 312 autobus, 14.055 autocarri, 65.140 autovetture, 19.415 motocicli (fonte ACI), per cui il provvedimento di blocco riguarderebbe circa un terzo degli abitanti nell’ambito di una provincia già fortemente provata dalla crisi economica e dal terremoto.

 

La ragionevole proposta

Pur comprendendo che la finalità del piano antismog è quella di ridurre la concentrazione degli agenti inquinanti nell’aria, si sconsiglia un atteggiamento persecutorio nei confronti delle autovetture e, di conseguenza, degli automobilisti, stante il fatto che l’inquinamento atmosferico deriva principalmente dalle emissioni in atmosfera di impianti termici e attività produttive.

Più opportuno sarebbe ricorrere a una equa politica di incentivazione finalizzata alla riduzione in circolazione di veicoli vetusti e inquinanti a favore di un parco mezzi ecologicamente più compatibili.

10 novembre 2019

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