Macerata, un breve racconto sullo storico “Giardinetto”

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A poco meno di 4 anni dal 150° anniversario della fondazione torna a rivivere lo storico “Giardinetto” in vicolo Monachesi. Era infatti il 30 aprile 1873 quando la “Società dei reduci garibaldini delle patrie battaglie” trovò una degna collocazione nei locali donati in uso perpetuo dal marchese Giacomo Costa “per il godimento del tempo libero” di quanti avevano preso parte con Garibaldi alle lotte per l’unità della Patria.

La legione garibaldina formata a Macerata – Come è noto molti giovani concittadini avevano risposto con entusiasmo agli appelli del Generale, che volle addirittura dedicare la vittoria romana di Porta San Pancrazio (30 aprile 1849) alla nostra città: era il primo significativo fatto d’armi della Legione che si era formata a Macerata, quando era acquartierata presso l’attuale Convitto nazionale. Un fatto che la città ricorda puntualmente ogni anno, anche perché furono ben 17 i maceratesi che caddero nella difesa di Roma al tempo della Repubblica di Mazzini, Saffi e Armellini.

Circolo aperto a soci e popolo – Al momento della costituzione del Circolo storico e ricreativo era ancora vivo il generale  Garibaldi, così come erano ancora presenti molti che presero parte alle sue battaglie. Di loro si ricordano in particolare Torello Perozzi, Cesare e Marino Mazzetti, Alvise Slavi e Federico Tontarelli. Videro la loro attiva partecipazione Mentana, Bezzecca, Digione. Nel “Giardinetto” si ritrovavano davanti a un buon bicchiere di bianco frizzante, o di rosso robusto, non solo i reduci garibaldini. Il Circolo era aperto anche al popolo che, con il passare del tempo, venuti meno gli ultimi reduci dalla camicia rossa, costituì il nucleo di una associazione formata da operai, artigiani, commercianti e impiegati.

Gelato e Coca Cola al posto del vino bianco o rosso – Come si rileva dall’elenco degli oltre 170 iscritti nel 1973, nel primo centenario di vita, era presente anche un senatore della Repubblica. Nel giro di pochi lustri, però, per ovvii motivi, vennero gradatamente meno i soci che costituivano la base più fedele e più rispettosa delle tradizioni del Circolo, così come cambiarono i modi dell’uso del tempo libero. A tal proposito lo storico Libero Paci, in un suo intervento degli  anni ’70, ricordava che in locali storici come il “Giardinetto” di garibaldina memoria “vediamo l’inquinamento prodotto dalle birre, dai gelati, dalla Coca-Cola a danno del più popolare (e più genuino) bianco o rosso di una volta”.

Rimasti pochi ricordi – Venne poi cementificato il piccolo giardinetto interno, sparì la gancia per le bocce, sparì il pergolato con l’antica vite che dava a settembre una ottima uva. Dei cimeli che ricordavano i tempi gloriosi rimase una giubba rossa impolverata mentre un Garibaldi incorniciato traslocava in altri lidi, forse perché non gradiva la nuova compagnia… Bisognava chiudere per ricominciare bene.

Per il “Giardinetto” una nuova storia – E oggi, nella fine del 2019, riapre i battenti il “Giardinetto”, riprende il suo posto nella storia della città grazie all’opera del nuovo proprietario Guaitini e alla gestione della famiglia Guzzini, intenzionata a lasciare in vista e ben custoditi i cimeli ancora disponibili, proprio per non dimenticare un passato che ha avuto protagonista Macerata e i maceratesi. Sarà il segno che gli ideali garibaldini di pace, di civile progresso, di libertà per i quali il Circolo è nato quasi un secolo e mezzo fa, sono validi ancora oggi, forse anche più di ieri.

Siriano Evangelisti

8 febbraio 2020

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