È stato accolto il nuovo anno con tutto il carico di speranze riposte da tutti noi. In effetti pensando alle aspettative di cui deve farsi carico non lo invidio affatto di questi tempi! Qualche secondo prima della mezzanotte, nelle case già riecheggiano grida e cori gioiosi, poi il mitico boato accompagnato dagli scoppi dei tappi che esplodono e bicchieri che si scontrano come tradizione vuole.
I cortili antistanti alle abitazioni si riempiono di bambini, ragazzi e adulti che, con giochi di luci pirotecnici, salutano il vecchio anno con tanta voglia di cambiare e migliaia di desideri da esprimere. Tralasciando i desideri più materiali, in fondo tutti desideriamo la tranquillità e la felicità, riuscire a permetterci di vivere serenamente questo segmento di esistenza concesso in prestito per non si sa quanto tempo.
Eppure ogni anno c’è commozione, quella voglia di sbarazzarsi delle vecchie vicissitudini che si legge dagli occhi lucidi di chi ha combattuto strenuamente, quell’attesa di ricompensa o quanto meno di nuove sfide più leggere o meglio ancora l’aspettativa di gioia e gratificazione una volta affrontate. Che l’incrollabile voglia di credere in qualcosa di buono ci accompagni sempre!
Francesco Sabbatini
2 aprile 2026


